22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale nella PA, dallo Stato arrivano 5 milioni per i test

I cinque milioni potranno essere usati per finanziare i progetti che permettono una maggiore interazione tra PA e cittadino

Intelligenza artificiale nella PA
Intelligenza artificiale nella PA Shutterstock

ROMA - Cinque milioni di euro che per la prima volta lo Stato italiano ha deciso di destinare all’innovazione tecnologica della PA, in particolare a progetti sviluppati grazie all’intelligenza artificiale. I fondi pubblici, di provenienza europea, sono stati elargiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Presidenza del Consiglio) e hanno l’obiettivo di rendere possibile una maggiore interazione tra PA e cittadino grazie all’intelligenza artificiale. Sanità, musei, gestione del traffico, monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e altro ancora.

I cinque milioni potranno essere usati per finanziare i progetti che risponderanno alle raccomandazioni contenute nel libro bianco su «L’Intelligenza artificiale al servizio del cittadino», documento frutto del lavoro della Task force AI dell’Agenzia per l’Italia digitale, che illustra le linee guida e le raccomandazioni per lo sviluppo sostenibile dell’AI nella Pubblica Amministrazione.

I progetti potranno riguardare diversi ambiti di applicazione. Si potranno sviluppate chatbot per l’interazione in tempo reale tra la PA e il cittadino, in grado di formulare domande e dare risposte in linguaggio naturale, sistemi automatici di diagnostica capaci di individuare velocemente la patologia di un paziente, piattaforme per supportare gli insegnanti nell’elaborazione e correzione dei compiti. Molti sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di monitorare il traffico o aiutare i visitatori di un museo a conoscere meglio le opere d’arte che si trovano all'interno, come già accade, per esempio, alla Reggia di Caserta dove un bot facilita la comprensione delle opere attraverso una conversazione tra l’intelligenza artificiale, appunto, e l’utente.

Per Antonio Samaritani, direttore generale di Agid, occorre «rendere pubblici i meccanismi di funzionamento degli algoritmi e le logiche di costruzione dei database e di elaborare linee guida per il security by design nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, di sviluppare percorsi di preparazione ad hoc all’interno della PA, per formare esperti di intelligenza artificiale e di creare una piattaforma nazionale per testare e sviluppare le soluzioni AI». Chiaramente il tutto senza mai perdere completamente il supporto dell’uomo, soprattutto per ciò che riguarda le tematiche della privacy e dell’uso di dati, soprattutto in ambito sanitario. Il supporto dell’Agenzia, in questo segmento, sarà quindi di fondamentale importanza.