27 giugno 2019
Aggiornato 05:30
tecnologia

A cosa servirà il computer più piccolo al mondo di IBM

Il micro-computer di IBM misura un millimetro per lato ed è grande quanto un granello di sale

ROMA - Misura un millimetro per lato, ha una potenza pari a x86 del 1990 e può essere facilmente confuso con un granello di sale grosso. E’ il computer più piccolo del mondo, presentato da IBM alla IBM Think 2018, la conferenza annuale della società di Armonk.

Il computer - che non ha prestazioni equiparabili agli attuali PC a cui siamo ormai abituati - funzionerebbe (secondo Mashable, ndr.) con la blockchain, permettendo di tenere traccia degli spostamenti del device. Secondo IBM, questo «micro-PC» sarebbe perfetto per operazioni di comunicazione, monitoraggio e perfino analisi ed elaborazione dei dati, avendo al suo interno basi di intelligenza artificiale.

Se le sue dimensioni (e le sue prestazioni) sollevano alcuni dubbi circa l’uso che potrebbe essere fatto con questo micro-pc, dall’altro lato il dispositivo potrebbe rivelarsi molto utile nel mercato dell’Internet of Things e non solo. Secondo il capo della ricerca di IBM Arvind Krishna, questo piccolo computer potrà essere incorporato in qualsiasi tipo di dispositivo connesso a internet entro 5 anni. Senza contare i costi contenuti delle componenti che si aggirano intorno ai 10 centesimi di dollaro.

Questi «micro-PC» potrebbero essere, infatti, utilizzati per tracciare la spedizione dei prodotti e per contrastare furti, frodi e non conformità a standard o regolamentazioni internazionali. Potrebbero, perciò, essere utilizzati come data source per le applicazioni di blockchain, come una sorta di «impronta digitale» cibernetica che assicuri l’autenticità dei beni in tutto il percorso dalla fabbrica alle mani dei consumatori: diverrebbero, così, il punto di congiunzione tra le transazioni ed il vero e proprio oggetto fisico. Potrebbero essere applicati a gadget costosi in modo da poter essere sicuri che si sta acquistando la cosa reale oppure per garantire che i pazienti stanno ricevendo il farmaco genuino e non un falso. Le applicazioni sono, di fatto, infinite.

Attualmente IBM sta testando il prototipo e non è chiaro quando questi computer faranno la loro transizione dai laboratori di ricerca al mercato, anche se l’azienda assicura molto presto. Secondo IBM, queste tecnologie «aprono la strada a nuove soluzioni che affrontano la sicurezza alimentare, l'autenticità dei componenti fabbricati, i prodotti geneticamente modificati, l'identificazione di oggetti contraffatti e la provenienza di beni di lusso».