11 dicembre 2018
Aggiornato 23:30

Il 5,4% del Pil italiano ruota intorno alla web-economy

Secondo questo studio l'Italia il Paese la cui economia poggia in maniera più massiccia su Internet
Il 5,4% del Pil italiano ruota intorno alla web-economy
Il 5,4% del Pil italiano ruota intorno alla web-economy (Shutterstock.com)

TORINO - Il rapporto che abbiamo con Internet la dice lunga su quanto sia diventato fondamentale per le nostre vite, tanto che un italiano su quattro preferirebbe addirittura un anno di astinenza sessuale piuttosto che rinunciarci. Un dato che - su due piedi - fa sorridere, ma che nasconde un’abitudine piuttosto preoccupante, fatta eccezione per le imprese, naturalmente. Malgrado, in Italia, siamo ancora piuttosto avversi ai pagamenti digitali e agli acquisti sul web rispetto ad altre nazioni (ad esempio la Cina), il nostro è il Paese la cui economia poggia in maniera più massiccia su Internet. Tanto che in Italia il 16% degli acquisti viene fatto proprio sul web, mentre la Gran Bretagna si classifica al secondo posto con il 13,5%.

L’indagine è stata condotta da AJ-Com.Net, network specializzato in campagne di comunicazione e web marketing. Nel quantificare la capacità di generare ricchezza, la voce più importante è rappresentata dal consumo dei prodotti e servizi, pari al 65% del totale, con il settore del turismo al primo posto, seguito da informatica ed elettronica di consumo, assicurazioni online e abbigliamento.

Si parla dunque di oltre 100 miliardi di dollari, pari al 5,4% del prodotto interno lordo italiano. E se la cifra è già importante, essa è destinata a subire un'ulteriore impennata nel corso dei prossimi anni. Senza considerare l'indotto costituito dal valore dei prodotti e servizi ricercati online e poi acquistati nel mondo reale.

Tra i principali beneficiari di questa crescita anche le piccole e medie imprese e i professionisti che secondo negli ultimi 5 anni grazie ad Internet hanno registrato un incremento medio annuo dell'8% dei ricavi, rispetto a un calo del 12% delle aziende che operano esclusivamente offline. In merito ai processi di globalizzazione delle piccole e medie imprese italiane, inoltre, l'incidenza delle vendite all'estero è del 28% per quelle attive su Internet contro il 2,5% di quelle non presenti in rete.

Ma il dato forse più sorprendente è che la web-economy italiana continuerà a crescere del 15% per i prossimi 5 anni ad un ritmo considerevolmente più elevato di quello della Gran Bretagna (11%), della Cina (7%) e degli Stati Uniti (5%). Una notizia giudicata particolarmente buona per le piccole e medie imprese e per gli imprenditori che investono in questo settore. Analizzando i cambiamenti dettati dal nuovo scenario dell'online anche l'advertising online risulta cresciuto esponenzialmente negli ultimi 3 anni toccando i 2,5 miliardi di euro nel 2017.

A trainare la crescita è il mobile, diventato ormai un canale molto rilevante per le aziende di qualunque settore, anche perché ad accedere mensilmente a Internet da mobile sono ben 31 milioni di italiani. Così solo nell'ultimo anno il mercato del mobile advertising in Italia è cresciuto del 50%, toccando i 2,5 miliardi di euro nel 2017, pari al 40% del mercato digitale.