27 giugno 2019
Aggiornato 00:30
università

Ecco perchè nell'era digitale essere «studenti» è sorpassato

Alla Luiss di Roma, nuovo corso triennale in Management e Computer Science

Ecco perchè nell'era digitale essere «studenti» è sorpassato
Ecco perchè nell'era digitale essere «studenti» è sorpassato ( ANSA )

ROMA - «La Commissione europea stima che in futuro 9 lavori su 10 richiederanno competenze digitali. Tuttavia, 169 milioni di europei tra i 16 e i 74 anni ad oggi non possiedono neanche le abilità digitali di base». Sono i numeri su cui Giovanni Lo Storto, direttore generale dell'Università Luiss Guido Carli, affronta sul tema fondamentale della conoscenza per governare l'era digitale. Considerando ovviamente come la richiesta da parte delle aziende sia sempre più diffusa in materia di soft skills.

«Dobbiamo rispondere alle sfide della digitalizzazione con gli strumenti della conoscenza, prosegue Lo Sorto, annunciando un corso di laurea triennale, che partirà in Luiss nell'anno accademico 2018-19, in Management and computer science, per equipaggiare gli studenti a padroneggiare al meglio gli strumenti digitali. «Perché noi non dobbiamo osservare la trasformazione, noi siamo la trasformazione».

Il nucleo centrale del programma si concentra sulla raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei dati al fine di generare nuove conoscenze per migliorare i processi per le grandi e piccole imprese così come per le startup. Per sviluppare queste abilità, gli studenti ricevono una solida preparazione sugli algoritmi e la codifica a partire dal primo anno, così come la gestione del database e le tecniche di analisi avanzate. Nel terzo anno, gli studenti si concentrano sulle applicazioni della scienza dei dati come la cybersicurity, l'innovazione e l'imprenditorialità. Il programma è stato progettato per i diplomati delle scuole superiori interessati a programmi basati sull'ingegneria (elettronica, tecnologia dell'informazione, management), statistica, matematica e informatica. Il corso prepara gli studenti per ruoli come data scienziati o per andare ai programmi di master in Marketing, Operazioni e Finanza. Il programma è offerto interamente in inglese e l'università sta attualmente sviluppando programmi di scambio con diverse università straniere.

«Essere studenti oggi appartiene ad una dinamica in gran parte sorpassata - aggiunge il DG Luiss -. Si è piuttosto degli apprendisti, o come li definisco io, degli "apprenditori». Lo studio è diventato solo una parte, benché centrale e imprescindibile, del nuovo apprendimento e lo studente è oramai una categoria antropologica che la società 4.0 ha superato, prima ancora che ce ne potessimo rendere conto».

La scuola allora non serve più «solo a trasferire nozioni e sapere, ma perché possa mantenere il suo ruolo primario nella società deve tornare ad essere la paidèia, ossia ciò che era nell'antica Grecia: una fucina di esperienze, una formazione allargata tanto da includere le fonti di apprendimento più trasversali e diverse. Di comunicazione e condivisione». Da riflessioni come queste deriva un nuovo paradigma della formazione che, nel libro di Giovanni Lo Storto "Erostudente" (pubblicato da Rubbettino), lo stesso autore definisce "life largelearning». «È l'evoluzione del lifelong learning, che oramai abbiamo imparato a dare per scontato - conclude Lo Storto -. E' l'Accademia al fianco del volontariato; è la coltivazione dell'orto come palestra e metafora della vita, che allena alla condivisione e alla lentezza. È l'elogio dell'intraprendenza, non più (solo) dell'aderenza a degli schemi precostituiti. È un apprendimento che si allarga per abbracciare un senso più profondo e lo sguardo a una vita che i libri di testo non possono raccontare».