19 settembre 2019
Aggiornato 15:00
innovazione

Giovani, siate resilienti e non smettete di innovare

ANGI si presenta nel capoluogo milanese e mette al centro del dibattito i giovani e l'innovazione

Giovani, siate resilienti e non smettete di innovare
Giovani, siate resilienti e non smettete di innovare Shutterstock

MILANO - «Chiedetevi che ‘anziani’ volete essere, come volete che sia il vostro futuro». Le parole di Mattia Macellari, presidente Gruppo Giovani Assolombarda riecheggiano nella sala del Palazzo delle Stelline, a Milano, in pieno centro - corso Magenta. E’ la sede italiana del Parlamento Europeo, scelta da ANGI, l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori per presentarsi nel capoluogo lombardo. Nell’aula, soprattutto giovani, ragazzi e studenti, la generazione a cui ANGI si rivolge in particolare, verso cui dobbiamo - obbligatoriamente - avere fiducia.

Cos’è ANGI
La volontà di ANGI è dare vita alla prima organizzazione no profit interamente dedicata al mondo dell’innovazione, che unisce pubblico, privato e istituzioni. Una sinergia tra attori. In primo luogo per dare risalto ai giovani, spesso presi in considerazione dalle varie campagne elettorali e politiche, ma con i quali - alla fine - nessuno è in grado di instaurare un dialogo vero. Eppure sono loro, i Millenials, il futuro di questo pianeta.

Le condizioni per restare
In un Paese dilaniato dalla disoccupazione giovanile, l’innovazione gioca un ruolo importante. A patto di non considerarla unicamente come un’evoluzione tecnologia, laddove la tecnologia - in molti casi - rappresenta solo uno strumento, per raggiungere un risultato di valore. Ma l’Italia deve creare ai ragazzi le condizioni per restare, restare nel nostro Paese. Nonostante. «Spingere per creare un sistema che faccia venire voglia di fare impresa in Italia e, naturalmente, la possibilità poi di poterla fare davvero un’impresa. E' questo ciò che cerchiamo di fare ad Assolombarda, all'interno di un territorio (quello lombardo) che a oggi rappresenta uno dei più proficui in Italia, capace di offrire numerose possibilità alle nuove generazioni», dice Macellari che si definisce da sempre imprenditore per passione. Benchè la disoccupazione giovanile, lo scorso novembre, sia scesa dal 34% al 32,7%, infatti, resta comunque la terza più alta d’Europa, dopo la Grecia (39,5%) e la Spagna (37,9%). La più bassa si registra invece in Repubblica Ceca (5%) e Germania (6,6%).

«Sono due le parole che ogni giovane dovrebbe ripetersi al mattino, appena alzato: resilienza e innovazione - continua Macellari -. La resilienza come la capacità di non mollare e l’innovazione come un nuovo modo di vedere le cose, attitudine che ogni giovane dovrebbe avere». L’accento è quindi puntato sui Millenials, generazione che ANGI ha voluto mettere in prima linea, facendosi portavoce dei loro interessi e cercando di creare quella sinergia che in Italia tanto ci manca, creando ponti e non trincee tra coloro che possiedono know e possibilità e coloro che ne hanno bisogno per cambiare le cose, i giovani.

L’importanza della formazione
Un ponte che passa - senza dubbio - dalla formazione. Il 40% della disoccupazione giovanile tra i 15 e i 34 anni deriva da un gap di competenze e un disequilibrio tra domanda e offerta di lavoro. Ergo, le aziende cercano competenze che la scuola non fornisce. Le posizioni relative a figure digitali emergenti sono cresciute da febbraio 2013 ad aprile 2017 a ritmi del 280% e fra quelle più ricercate spiccano il Data Scientist, il CyberSecurity Expert e il Big Data Analyst. La richiesta di competenze legate al digitale è però forte anche per le professioni non strettamente tecnologiche, e questo si evidenza soprattutto nelle aree Hr, Amministrazione e marketing.

A fronte di questa offerta, basti pensare che soltanto il 30% conosce la definizione corretta di strumenti dell’innovazione digitale applicati al business come «mobile advertising», «cloud», «fatturazione elettronica» o «big data» (erano il 25% due anni fa), mentre ben il 60% non ha mai sentito nominare alcune delle principali aree dell’innovazione digitale, come blockchain, Internet of Things o Industria 4.0. Passando dalla teoria alla pratica il divario diventa più evidente: solo un universitario su cinque (il 21,5%, contro il 18,6% del 2015) mediamente ha un'esperienza concreta nella gestione di progetti digitali.

«La vera trasformazione in atto in Italia? - continua Macellari - L’Industria 4.0, la fabbrica del futuro. Del resto siamo la seconda nazione manifatturiera al mondo. Detto questo, informatevi e cercate di capire quali sono le figure chiave di questa rivoluzione e quali percorsi dovete seguire per ricoprire quelle mansioni. Saranno il nostro futuro», conclude il presidente di Gruppo Giovani Assolombarda rivolgendosi agli studenti che ANGI è riuscita a portare al Palazzo delle Stelline di Milano. La sala è gremita, ed è importante - per loro - assistere a momenti di formazione e di orientamento come questi.

Uno dei tanti obiettivi di ANGI, unire, formare e condividere. Naturalmente con i giovani protagonisti.