29 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
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Fintech in Italia, cosa cercano e cosa vogliono i Millenials

Un report stilato da The Fool sulle ricerche effettuate sul Fintech in Italia: ecco gli interessi e le necessità dei Millenials

Fintech in Italia, cosa cercano e cosa vogliono i Millenials
Fintech in Italia, cosa cercano e cosa vogliono i Millenials Shutterstock

MILANO - Criptovalute e bitcoin. L’interesse è ormai alle stelle. Come un’epidemia che sia sta velocemente espandendo in tutto il mondo, contagiando soprattutto i Millenials, ormai preda dei flussi della moneta virtuale che in questi giorni ha addirittura raggiunto gli 11mila dollari di valore. Una roulette russa dove il rischio di perdere migliaia di euro, da un momento all’altro, è dietro l’angolo. Malgrado la volatilità di Bitcoin (e più in generale di tutte le criptomonete), le nuove generazioni ne sono follemente attratte. Così come per il segmento del Fintech, dove cercano velocità, maggiore praticità e sicurezza. I dati sono emersi dalla ricerca The Fool, società leader nell’analisi della Reputazione Online.

Il Fintech la fa da padrone nel soddisfare le esigenze dei Millenials, che chiedono velocità, chiarezza e una maggiore user esperience nei servizi. Oltre all’implementazione nella sicurezza dei processi e a una maggiore collaborazione tra le banche e le startup innovative per avviare processi di contaminazione aziendale.

The Fool ha analizzato oltre 100mila conversazioni, portando alla luce le tendenze e gli argomenti più discussi. Tra questi sicuramente gli eventi in cui il Fintech è stato protagonista e la ricerca di maggiori contenuti didattici, in un trend di crescita rispetto al 2016. Startup, Internet of Things, Italia, Insurtech e Blockchain, le tematiche principali emerse legate al mondo Fintech e fra le parole chiave è emersa anche la città di Milano, con 7.344 conversazioni, percepita come punto nevralgico delle suddette attività. Milano, è diventata - non a caso - sede del Fintech District, il complesso lanciato nel cuore pulsante della città da Banca Sella e Copernico per ospitare le startup del settore finanziario, un gioiellino che svetta tra i grattacieli e che si pone l’obiettivo di essere un punto d’incontro tra startup, banche e investitori per lo sviluppo del segmento del Fintech italiano.

Previsioni per il futuro? Sicuramente prevale l’ottimismo. La finanza alternativa (anche Insurtech e crowdfunding) piace e attira interesse, anche se c’è da dire che - ad esempio - la differenza tra crowdfunding reward ed equity crowdfunding non è ancora molto chiara, seppur fondamentale per comprendere verso quale strumento dirigersi per «finanziare» la propria idea d’impresa. Ampio spazio alle notizie dell’Italia come primo paese al mondo in cui è possibile acquistare una casa in Bitcoin, ma emerge comunque una certa preoccupazione legata al fatto che il nostro paese non sia abbastanza competitivo rispetto al resto del mondo, soprattutto per quanto riguarda le criptovalute.

Particolarmente importante, in generale, il forte apprezzamento per la libertà offerta dalla personalizzazione dei servizi bancari e dall’accessibilità che è loro propria, con forte interesse per i servizi e conti a costo zero che abbiano un funzionamento di facile comprensione. Molti dubbi sono, tuttavia, legati alle criptovalute: molte conversazioni si concentrano sulle prospettive di guadagno legate alle monete virtuali, con dissertazioni (in particolare quelle tra le due criptovalute Bitcoin ed Ethereum) che denotano una conoscenza di base dello scenario. C’è da dire che il contesto delle criptovalute è poco chiaro in tutto il resto del mondo. Più aumenta la loro volatilità, più crescono i moniti da parte delle istituzioni. L’ultimo da parte della Banca Centrale europea secondo cui «va tenuto presente che, essendo appunto per definizione virtuali, non rappresentano un credito nei confronti di un'emittente e non si qualificano formalmente come valuta».

The Fool, infine, ha analizzato anche i dati relativi agli influencer del settore. Il report ha rilevato persone provenienti dai background più disparati, da veterani del digitale come Marco Agosti, esperto di digital transformation e business development, partner di Uniquon, a co-fondatori di startup come Paolo Igna. Un interessante insight riguarda il fatto che non vi sono state differenze sostanziali fra uomini e donne nelle loro conversazioni su Fintech. L’unica sfumatura ha sottolineato una maggiore propensione degli uomini a concentrarsi su innovazione ed universo digitale.

L’interesse verso il Fintech, di fatto, ha colpito anche il Governo che sta redigendo in questi giorni una proposta di emendamento per introdurre nuove norme nella legge di bilancio 2018 al fine di favorire lo sviluppo del Fintech in Italia.