28 maggio 2020
Aggiornato 16:00
grafene

Questa ragazza bergamasca ci salva dalle buche stradali, con l'asfalto «eterno»

Il suo brevetto si basa su un asfalto innovativo realizzato grazie al grafene che permetterebbe di ridurre decisamente i costi di manutenzione

BERGAMO - Un asfalto permanente che raddoppi gli anni necessari alla manutenzione e riduca i costi. Un brevetto Made in Italy, proviente da una startup bergamasca, il cui obiettivo è quello di creare un manto stradale praticamente eterno (o quasi), attraverso un supermodificante basato sul grafene. Dietro il progetto c’è una donna, Federica Giannattasio, amministratore delegato di Iterchimica.

«Di fatto, l’asfalto è il materiale su cui trascorriamo la maggior parte della nostra vita», racconta lei. E i dati lo confermano. Stiamo parlando di mezzo milione di chilometri di strade il cui valore è stimato attorno ai 5.000 miliardi di euro. Strade di cui, però, non ci prendiamo cura. Lo scorso anno, per il suo mantenimento, l’Italia, ha speso la stessa cifra che spendeva trent'anni fa, quando la rete era meno estesa e meno trafficata. E questo perchè mancano i soldi per mantenere il nostro manto stradale. Secondo l'Associazione dei costruttori e manutentori delle strade (Siteb), solo negli ultimi 8 anni sono mancati 10 miliardi di euro di investimenti. Per riportare la rete ai valori qualitativi standard del 2006, occorrerebbero almeno 40 miliardi di euro.

Il materiale studiato da Federica e dal suo team si basa, invece, sull’utilizzo del grafene, una vera e propria rivoluzione. Grazie alla sua particolare resistenza e flessibilità infatti, un manto stradale realizzato con il supermodificante di Iterchimica avrebbe bisogno di manutenzione ogni 12-14 anni, contro i 7 anni di media necessari per le attuali pavimentazioni.

Nel processo di brevettazione del materiale, il Politecnico di Milano è stato fondamentale. Grazie alla collaborazione con alcuni ricercatori, infatti, Federica è riuscita a trovare la giusta combinazione di grafene da utilizzare per avere miglioramenti, senza far impennare troppo i costi (il grafene resta un materiale costoso). Decisivo anche l’accordo con Directa Plus, società italiana quotata all'Aim di Londra, tra i maggiori produttori mondiali di materiali a base di grafene, che potrebbe facilitare la produzione su larga scala.

Un’innovazione importante quella di Federica, soprattutto in vista della mancata manutenzione del nostro manto stradale. Lo scorso anno il consumo di asfalto ha toccato un nuovo minimo storico a quota 22,4 milioni di tonnellate, il 50% in meno rispetto a 10 anni fa ed il 3,2% in meno rispetto al 2015, anche se su livelli leggermente superiori rispetto al 2014. Secondo la Siteb, per una corretta manutenzione non si dovrebbe scendere sotto i 40 milioni di tonnellate l'anno. E le nostre strade, piene di buche, ne sono la conferma.

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