Innovazione | Agricoltura

Questa tecnologia sta attirando milioni di investimenti (anche quelli di Bezos)

Siamo nel mercato dell’AgTech. Plenty è un'azienda che ha raccolto recentemente ben 200 milioni di dollari. Tra i fondi che hanno partecipato all'operazione ce ne sarebbe uno che guida gli investimenti di Bezos

(Shutterstock.com)

ROMA - Plenty non è un’azienda come le altre non fosse altro per il fatto che lo scorso 19 luglio ha raccolto un round di investimento pari a 200 milioni di euro, guidato da SoftBank Vision Fund e dal altri fondi che investono, tra gli altri, per conto di Jeff Bezos, il padre di Amazon. Al netto dell’interesse maturato per il colosso dell’e-commerce (su cui è opportuno prestare attenzione), Plenty sta sviluppando una tecnologia che potrebbe rivoluzionare alcuni settori nei prossimi anni.

La rivoluzione verticale
Siamo nel mercato dell’AgTech. Plenty, invece di crescere gli ortaggi all’aperto, coltiva il suo cibo su vere e proprie torri illuminate a LED alte ben 20 metri, in un ex centro di distribuzione elettronica a sud di San Francisco di 52mila metri quadrati. Le torri, per essere chiari, non richiedono pesticidi e luce solare naturale. Di fatto si tratta di una tecnica chiamata vertical farming, un tipo di agricoltura in cui gli alimenti crescono su vassoi o moduli appesi in un impianto climatizzato. La tecnologia, di fatto, rappresenta una rivoluzione poiché significa che certi tipi di cibo potrebbero in un futuro davvero prossimo essere prodotti annualmente ovunque, anche in piccoli spazi. Inoltre, e qui è l’attenzione di Jeff Bezos potrebbe avere un ruolo determinante, le produzioni potrebbero essere consegnate ai consumatori entro poche ore.

Fattorie verticali in tutto il mondo
Plenty, fondata nel 2014, sostiene di poter crescere ortaggi fino a 350 volte in più rispetto alle fattorie convenzionali di dimensioni simili, usando meno acqua )99% in meno) e meno terra. L’obiettivo del CEO di questa startup, Matt Barnard, è quello di rivoluzionare il modo in cui il mondo si nutre e vendere il cibo prodotto attraverso la verticale farming a prezzi inferiori. E i 200 dollari di investimento da poco raccolti potrebbero sicuramente facilitare questa missione. Anche perché Matt ha le idee chiare: vuole costruire aziende come la sua in tutto il mondo. Intanto le prime produzioni potrebbero essere sugli scaffali dei supermercati di San Francisco e disponibili online già l’anno prossimo

L’attenzione del Venture Capital
L’agricoltura verticale ha attirato un crescente interesse da parte dei venture capitalist negli ultimi anni. Negli Stati Uniti tra le più grandi aziende che sperimentano la vertical farming c’è la AeroFarms che dal 2004 ha raccolto ben 95,8 milioni di dollari. Per gli esperti l'investimento raccolto da Plenty potrebbe aiutare l’intero settore agricolo, in realtà. In questo momento molte città stanno accogliendo l’agricoltura urbana, per cui gli ostacoli si riscontrano soprattuto nel marketing, laddove i consumatori non conoscono ancora le potenzialità di queste tecnologie. Ma questi sono sempre più alla ricerca di prodotti locali. Sempre più a chilometro zero.