5 marzo 2021
Aggiornato 18:00
heroes meet in maratea

Perchè il Sud Italia ha ancora tanto bisogno di parlare di «startup»

Parla Michele Franzese co-fondatore di Heroes meet in Maratea, il primo evento dedicato a innovazione e futuro dell'area Mediterranea: «Il nostro evento serve per far incontrare le persone e ne abbiamo ancora tanto bisogno»

MARATEA - Non ci sta Michele Franzese a dire che la «bolla» delle startup è ormai scoppiata e che ormai è solo un susseguirsi di eventi e di parole al vento. E non lo dice solo perché Heroes meet in Maratea, l’evento di cui è co-fondatore, ha avuto un impatto positivo sul territorio tanto da raggiungere la seconda edizione: «In Italia abbiamo ancora tanto bisogno di parlare di startup, anche se le persone mi sembrano quasi ‘stanche’ di questa parola - ci racconta Michele -. Lo dobbiamo fare specie nel Mezzogiorno, specie tra i ragazzi giovani, cercando di far capire loro che l’auto-impiego può essere una valida alternativa all’emigrazione. E gli eventi non sono mai abbastanza per poter divulgare questa cultura».

Fare community
Specie nel Sud Italia, ci racconta Michele, sono poche le opportunità per fare networking: per di più le community digitali sono spesso molto locali, si conoscono poco tra di loro e i ragazzi giovani sono ancora molto lontani dal concetto di community e di collaborazione. «Per questo motivo abbiamo creato ‘Bus Heroes’ - ci racconta Michele - mettendo a disposizione dei bus che partiranno da diverse città del Mezzogiorno per raggiungere Maratea e partecipare all’evento. Dei veri e propri viaggi ai quali parteciperanno imprenditori e startupper in modo da favorire la contaminazione di idee anche prima dell’inizio effettivo della kermesse».

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L’importanza della contaminazione
Hanno puntato tutto sulle persone e sulla condivisione, Michele e il suo team, nell’organizzazione di Heroes meet in Maratea, che quest’anno si svolgerà dal 21 al 23 settembre, il primo festival dell’area mediterranea al quale parteciperanno, tra le altre, anche più di 20 startup internazionali che arriveranno da Francia, Israele, Algeria, Cipro e Malta: «Sin dalla prima edizione abbiamo voluto che le persone avessero l’opportunità di conoscersi per più giorni - continua Michele -. Si parla tanto del Mediterraneo e delle sue potenzialità, ma poi alla fine, le azioni concrete sono poche. C’è bisogno di community, c’è bisogno che le persone si parlino e stiano insieme e questo non si può realizzare in un evento spot che dura solo poche ore e poi le persone tornano a casa propria. Credo sia questa la nostra caratteristica e anche la nostra arma vincente». In programma incontri e laboratori, alternati a concerti, escursioni in barca e relax in spiaggia con alcuni dei principali protagonisti nazionali e internazionali dell’economia e dell’innovazione.

Abbiamo bisogno di eventi e competizione
Eventi come Heroes meet in Maratea e la competizione per startup che è stata strutturata al suo interno (Heroes Prize Competition), sono importanti soprattutto per i giovani. E al netto di chi parla di inutilità delle competizioni, di abuso della parola startup, Michele porta a sua favore una recente ricerca che spiega come le startup che partecipano alle competizioni sono poi quelle che raccolgono i migliori risultati: «Perché sono obbligate a confrontarsi, a mettersi in gioco e a rischiare - dice Michele -. Un giovane che si butta nel mondo dell’innovazione e del digitale ha bisogno prima di tutto di qualcuno che gli possa dire se la sua idea può funzionare o meno. Eventi e competizioni servono proprio a questo: uscire dal proprio guscio». In più, nei Paesi anglosassoni, gli eventi per startup e imprese si susseguono a cadenza settimanale, a testimonianza del fatto che rappresentano un punto di riferimento importante.

Il sapere diffuso
E di tutto ciò c’è bisogno soprattutto al Sud, insieme alle infrastrutture digitali, al netto dei finanziamenti pubblici anche a fondo perduto che, specie nell’ultimo periodo, stanno aumentando. Ma che poi diventano inutili nel momento stesso in cui i ragazzi non sono seguiti e restano, quindi, nell’incapacità di usare in modo ottimale questi fondi. «Le politiche pubbliche devono essere indirizzate anche a favorire lo sviluppo di formazione e di attività di mentoring sul territorio - conclude Michele -. I giovani hanno bisogno di esempi. L’Italia e il Sud sono colme di imprenditori di successo. Dobbiamo fare in modo che venga diffuso il loro sapere, in modo trasversale, orizzontale e democratico».