18 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
industria 4.0

Il pane di qualità? Lo ordini online. La storia di Antonio Follador

Antonio Follador è panificatore da una vita. Ha deciso di digitalizzarsi. Ora i suoi prodotti si possono acquistare online, attraverso un e-commerce, e riceverli direttamente a casa. Il pane può durare anche 8 giorni

PORDENONE - Quando parliamo di digitale e di innovazione non dobbiamo mai dimenticarci una cosa importante: che si può fare innovazione anche partendo dalle proprie radici, dalla propria terra, trasformando ciò che abbiamo sempre fatto fino a oggi in qualcosa di nuovo. E in questa direzione vanno anche le logiche dell’Industria 4.0 che partono dalle piccole imprese del territorio - di cui è maggiormente costituita l’Italia - per dare una spinta a quelle realtà che, senza digitale, rischiano di chiudere bottega. E l’industria 4.0 è una grande sfida, la più grande che l’Italia si trovi ad affrontare oggi, capace di generare 110 miliardi di ricavi per le imprese nei prossimi 5 anni. E per quanto possa sembrare lontana dalle logiche artigianali, l’Industria 4.0, è semplice innovazione di processo.

Il pane digitale
Lo sa bene Antonio Follador, panificatore da una vita e a capo dello storico panificio di Pordenone. Lui che le mani in pasta ce le ha da sempre, forte di una tradizione antica come quella del pane, ha capito che il digitale era l’unica strada percorribile per continuare a mantenere in piedi la sua azienda. Cambiano le nostre abitudini, cambiano i nostri tempi e ciò che consumiamo. A causa della frenesia delle nostre vite è venuta meno quella pratica che oggi solo più gli anziani conservano: quella di acquistare il pane ogni mattina dal panettiere. Ammettiamolo. Chi riesce ancora a concedersi questo lusso? La conseguenza è che la panificazione tradizionale diventa una nicchia per pochi, destinata sul lungo periodo a scomparire.

L’innovazione di processo
Per questo Antonio ha puntato su materie prime di qualità, nuove farine, più ricercate e più funzionali ai bisogni del cliente, un cliente che - peraltro - soffre maggiormente di intolleranze alimentari, glutine tra le prime. Nuove tecniche si macinazione a pietra e lievitazione naturale. Un’innovazione di processo e produzione, appunto, volta soprattutto a sfatare il mito che il pane debbia durare necessariamente solo 24 ore e debba quindi essere acquistato ogni mattina e consumato velocemente.

Il pane che dura una settimana, spedito a casa tua
E Antonio la soluzione l’ha trovata nella produzione di pagnotte da un chilo, fatte col lievito madre e che durano fino a 8 giorni. E che possono essere acquistate online. Il progetto si chiama Pane in Cassett@ ed è come accedere virtualmente al Panificio Follador, acquistare i prodotti in ‘vetrina’ e attendere che la merce ci venga consegnata a casa entro le 24-48 ore. Un vero e proprio kit contenente i prodotti appena sfornati, secondo le tradizioni Follador, dal pane ai cereali alle fette biscotatte. L’obiettivo è quello di portare il pane di qualità nelle case degli italiani, utilizzando però i metodi digitali, andando incontro a quel cliente che - nell’ottica Amazon - è ormai abituato ad avere tutto e subito senza fatica. Il progetto è nato grazie a Botteghe Digitali, il programma di accelerazione che segue gli sviluppi dell’artigianato Made in Italy, trasformandolo in manifattura 4.0. ed è un esempio di come anche un settore tradizionale come quello della panificazione può innovarsi. E soparvvivere.