22 agosto 2019
Aggiornato 19:32
sharing economy

Home Restaurant, Il Governo respinge i rilievi dell'Antitrust

Dopo la polemica nata subito dopo l’approvazione del decreto, l’opposizione da parte dell’Antitrust che ha qualificato il ddl come una legge ‘discriminatoria’ che frena la concorrenza, ecco che la palla è tornata al Governo, con l’obiettivo di smontare tutta l’impalcatura costruita dal Garante per la Concorrenza

ROMA - E’ ormai un rimpallo continuo tra favorevoli e contrari la legge sull’Home Restaurant, approvata lo scorso gennaio, e che va a disciplinare uno dei fenomeni più estesi qui in Italia, con un business che - secondo le stime più recenti - conta nel Belpaese oltre 7mila cuochi social attivi e oltre 37mila eventi andati a buon fine con una partecipazione che supera le 300mila persone. Per un fatturato superiore ai 7,2 milioni di euro. Dopo la polemica nata subito dopo l’approvazione del decreto, l’opposizione da parte dell’Antitrust che ha qualificato il ddl come una legge ‘discriminatoria’ che frena la concorrenza, ecco che la palla è tornata al Governo, con l’obiettivo di smontare tutta l’impalcatura costruita dal Garante per la Concorrenza.

Il limite della piattaforma digitale
Secondo l’Antitrust il regolamento in questione «esclude ogni possibilità di rapporto diretto tra l’Utente cuoco e l’Utente fruitore al di fuori di tali piattaforme», poiché il ddl specifica che l’Home Restaurant debba svolgersi necessariamente attraverso una piattaforma digitale. Questo riduce l’offerta dei servizi di ristorazione per i clienti meno avvezzi all’uso di sistemi digitali/elettronici di acquisto che quindi non possono usufruire del servizio e dal punto di vista dell’offerta crea una discriminazione con i ristoranti tradizionali che, oltre a poter promuovere la propria attività e ricevere prenotazioni mediante siti  internet , mantengono la possibilità di avere un contatto diretto con la clientela. Secondo Teresa Bellanova, sottosegretario allo Sviluppo economico, «la tracciabilità delle attività svolte attraverso le piattaforme digitali consentirebbe un corretto svolgimento delle medesime ed un corretto esercizio dell’attività di controllo da parte dei soggetti pubblici competenti». L’obiettivo della legge, infatti, è quello di individuare delle regole minime per normare un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio senza evitare che questo debba stopparsi, ma - allo stesso tempo - non crei problematiche con gli esercenti l’attività tradizionale.

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Il tetto dei coperti e dei proventi
L’Antitrust ha poi puntato il dito anche sul tetto dei 500 coperti all’anno e dei 5mila proventi all’anno, dichiarando che tale disposizione risulta ingiustificata dal momento in cui sono contrari al principio di libera iniziativa economica. Secondo il Governo, invece, «la soglia dei 5.000 euro annui è necessaria al fine di consentire la corretta individuazione dell’attività soggetta alle disposizioni del provvedimento», che intende disciplinare un’attività svolta in modo non professionale che, «ai sensi delle disposizioni fiscali vigenti, è ammissibile fino a detta soglia monetaria». Questa norma, infatti, nasce con lo scopo di assicurare che l’attività di Home Restaurant sia occasionale e non diventi quindi professionale.

L’esclusione deI B&B
Per l’Antitrust è priva di motivazioni anche l’esclusione delle attività di B&B e Case Vacanza in forma non imprenditoriale dalla possibilità di ampliare l’offerta di servizi extra-alberghieri con quella del servizio di home restaurant. Secondo il governo, invece, dato che l’attività di home restaurant rappresenta, «soprattutto e nella quasi totalità dei casi, una modalità per poter accedere a forme di reddito limitate», l’intento del provvedimento è quello di «non consentirla contestualmente ad analoghe attività che forniscono alloggio non in forma imprenditoriale, ma che già garantiscono possibilità di percepire introiti, seppure anche in questo caso, limitati».

La collaborazione
Queste sono solo le ultime delle tante osservazioni fatte in questi ultimi mesi, sia prima che dopo l’approvazione del disegno di legge da parte della Camera. La norma, del resto, deve essere ancora approvata da parte del Senato. In questa ottica, il sottosegretario allo Sviluppo economico ha dichiarato che il Governo è, a tutti gli effetti, disposto a collaborare, anche prendendo in considerazioni le osservazioni dell’Antitrust, per un’integrazione del ddl.

L’indagine della Commissione Europea
Intanto pare che anche la Commissione Europea abbia risposto alla denuncia e petizione messa in atto da Giambattista Scivoletto, fondatore di HomeRestaurant.com, e dagli aspiranti ristoratori casalinghi italiani, avviando un’indagine. La Commissione per le petizioni, in una lettera inviata a Scivoletto, ha ravvisato l’opportunità di sottoporre le questioni sollevate anche alla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ed anche alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia per l’informazione.