25 settembre 2020
Aggiornato 12:00
lavoro

Se la Ferrero abbraccia lo smart working

L'azienda dolciaria ha avviato il progetto smart working per 100 dipendenti della sede centrale ad Alba. L'obiettivo, a tendere, è rendere questa possibilità disponibile a tutti i dipendenti del colosso piemontese

ALBA - Quando l’innovazione arriva nelle Big Company, da lì, poi l’ascesa è un attimo. Non necessariamente innovazioni di prodotto, ma soprattutto di processo e di metodo, oggi le più «facilmente» applicabili. Ad abbracciare la dottrina dello smart working questa volta è niente meno che Ferrero, la ormai mondiale azienda dolciaria piemontese, ideatrice della Nutella, uno dei prodotti più venduti al mondo e, cosiddetto, intramontabile. Ad Alba, nella sede centrale della Ferrero, parte, infatti, il progetto di smart working aziendale.

Ferrero lancia lo smart working
L’iniziativa, in accordo con le sigle sindacali, sarà inizialmente dedicata a 100 dipendenti, con l’obiettivo a tendere di estenderlo al resto dei lavoratori del gruppo. Le tre società che sono coinvolte dal progetto pilota hanno sede ad Alba: Ferrero Commerciale Italia, Ferrero Technical Services e Soremartec Italia. «Lavorare un giorno a settimana in agilità, da casa o da qualsiasi luogo idoneo, al fine di agevolare e migliorare la conciliazione del rapporto tra i tempi della vita privata e della vita lavorativa ma soprattutto – spiega Ferrero in una nota – per dar vita ad un nuovo patto di fiducia tra l’azienda e il collaboratore, facendo leva sul senso di responsabilità individuale e sulle opportunità offerte da un nuovo concetto di lavoro in movimento, nell’era del digitale e in un ambiente costantemente connesso».

La legge sullo smart working
Malgrado in Italia il fenomeno dello smart working sia ancora poco diffuso (in Europa siamo l’ultima nazione in relazione al lavoro agile), la recente approvazione della legge per la tutela dello smart working dovrebbe aver sbloccato un po’ la situazione, per lo meno a tendere. Lo smart working rappresenta, di fatto, il nuovo concetto d’azienda, dove anche la governance subisce una rivoluzione, un’innovazione di processo e sviluppo. Il decreto, nella fattispecie, mira ad aumentare le tutele del lavoratore agile, maternità, malattie, infortuni. Più tutele, inoltre, nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti. Per la prima volta poi arriva una definizione normativa del lavoro agile, il cosiddetto 'smart working'. Cambiano anche le regole in tema di formazione: vengono estesi gli sconti fiscali per le spese per corsi di formazione o aggiornamento, master, convegni e congressi.

La strumentazione necessaria
«Come nostra consuetudine – spiega ancora il gruppo – abbiamo presentato il progetto ai rappresentanti sindacali e firmato uno specifico accordo con consenso unanime. A settembre 2017 ci sarà un primo bilancio, dopo di che valuteremo i risultati finali. L’obiettivo futuro è estendere l’opportunità a tutti i dipendenti che abbiano un lavoro idoneo e compatibile. Tutti i collaboratori interessati saranno dotati della strumentazione necessaria, ovvero un computer portatile connesso con la rete aziendale e abilitato alle videoconferenze e alla comunicazione a distanza».