11 maggio 2021
Aggiornato 15:30
impresa al femminile

Otto donne tech che stanno cambiando il mondo

Hanno grinta, tenacia e voglia di cambiare le cose. Credono - prima di tutto - nell’innovazione culturale e di sistema. Ecco chi sono

ROMA - Hanno grinta, tenacia e voglia di cambiare le cose. Chi si occupa di biotecnologie, chi di scienza, chi di social e comunicazione. Spesso hanno lasciato il loro posto fisso per inseguire un sogno. Donne che rompono gli schemi, credono - prima di tutto - nell’innovazione culturale e di sistema. Solo in questo modo è possibile attuare un cambiamento positivo e condiviso. Sono le donne italiane che fanno la differenza. Le abbiamo raccolte qui, per festeggiare la fine di un 2016 dove loro sono state protagoniste. Eccome.

Layla Pavone
Amministratore delegato di Digital Magics per l’industry Innovation. Una strada che parte dall’amore per il giornalismo per prendere il volo nel mondo dei media. Dopo aver lavorato per alcune testate, la carriera di Layla prende il volo nella nella direzione marketing di SPI Società per la Pubblicità in Italia del Gruppo Publicitas. Siamo agli albori della comunicazione tecnologica, quando iniziavano a comparire le prime logiche rudimentali di messaggistica. Pioniera nel nuovo modo di fare comunicazione e pubblicità attraverso la rete. Oggi a capo di uno degli acceleratori d’impresa più importanti d’Italia e con il sogno di aprire un incubatore tutto al femminile. «La tecnologia non deve far paura e l’open innovation può aiutarci a recuperare quel gap che abbiamo rispetto agli altri Paesi».

Mary Franzese
Vincitrice del Premio Giuliana Bertin Communication Award 2016, il riconoscimento ideato e voluto da Valentina Communication. Una ragazza grintosa che ha lasciato una carriera già scritta, dopo un master alla Bocconi, per dedicarsi a un progetto rivoluzionario, Neuron Guard, startup biomedicale, che sviluppa un sistema integrato di protezione cerebrale per pazienti con ictus, trauma cranico grave e arresto cardiaco. Un percorso incredibile, fatto di premi e di viaggi e che le ha cambiato la vita. Con un plus in più, quello di cambiare davvero la vita alle persone: «Imprimendo una grande svolta nella Medicina d’Emergenza, tra 5 anni la nostra azienda venderà la piattaforma tecnologica a livello internazionale».

Ilaria Capua
Viola ed ex politica italiana, ha lasciato un segno indelebile nella storia del nostro Paese e continua a farlo, nonostante oggi il suo posto sia in Florida, dall’altra parte del mondo. Nota per i suoi studi sui virus influenzali, in particolare sull’influenza aviaria, ha avuto molta risonanza in seguito alla decisione di rendere pubblica la sequenza genetica del virus dell'aviaria, dando il via allo sviluppo della cosiddetta scienza open-sourc. Un percorso difficile il suo, soprattutto dopo l’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso di ufficio e traffico illecito di virus. Ed emozionante un suo intervento al TEDxMilano Women: «La leadership è impegno e tanta tanta fatica, implica andare contro schemi consolidati. Gli individui di successo hanno molti nemici. Perdere dei talenti perché il fango arriva, non è giusto. I colpi duri sono, in realtà, delle opportunità travestite».

Marianna Poletti
Tra le finaliste del premio GammaDonna, ha messo in piedi una startup tutta al femminile e davvero innovativa: Just Knock, pronta a rivoluzionare il modo di concepire il lavoro e i curricula. Un progetto che nasce quando Marianna era ancora una studentessa e come tante, realizzava «dei veri e propri progetti per aziende che poi restavano relegati a una normale tesi e facevano fatica ad arrivare sulla scrivania delle aziende». Da lì l’idea geniale: selezionare un candidato non in base alle sue esperienze, ma al progetto presentato. «Ciò che accade oggi, soprattutto nel mondo digitale, è quello di analizzare dati esistenti. Ciò che noi facciamo, invece, è generare dati nuovi - conclude Marianna -. Credo che il curriculum esisterà sempre, ma sarà affiancato anche da altre soluzioni, più in linea con la componente umana del candidato e meno focalizzata su ciò che ha fatto o non ha fatto in passato».

BioInnoTech
Non una donna sola, ma tante insieme, che dopo un percorso di studi in Svezia - nazione che eccelle quanto riciclo e riuso - decidono di puntare sull’Italia e tornano a Bari con l’obiettivo di valorizzare gli scarti alimentari per dargli una nuova veste, una nuova vita. E così Maria Pisano, insieme alle sue socie Erika Andriola, Rosita Pavone e Antonella Carbone comincia l’attività di ricerca e di ottimizzazione del processo di fermentazione del latte per ottenere dei biocarburanti. »Abbiamo un grande potenziale, abbiamo gli strumenti, abbiamo le materie prime, forse molte di più di quelle che possono esserci in altri Paesi. Sarebbe stupido non provare a valorizzare il proprio territorio».

Anna Fiscale
Utilizzare gli scarti tessili per creare nuovi capi, dando lavoro alle donne in difficoltà. Un progetto ambizioso quello di Anna Fiscale che rompe gli schemi in un mondo dove - malgrado l’accelerazione digitale - restano ancora tante le persone emarginate. E allora perché non creare nuovi posti di lavoro all’interno di quella che viene definita economia circolare? Progetto Quid arriva per Anna dopo una laurea in economia alla Bocconi e in Scienze Politiche a Parigi. La ragazza torna nella città d’origine, Verona, per creare qualcosa che sia capace di dare un vero valore sociale alla comunità. L’azienda, nata nel 2012, conta già 48 lavoratori: «Un sogno che si realizza e che continueremo a portare avanti».

Due Di Latte
Lavorare insieme nel settore tessile tradizionale, per capire che si può partire dalla caseina del latte per creare tessuti nuovi. Due donne con la passione per la moda, per il senso del bello, ma soprattutto per il benessere. Una bella storia quella di Elisa Volpi e Antonella Bellina, due giovani donne che hanno deciso di lasciare il proprio lavoro per dedicarsi a questo nuovo business, fondando, appunto, «DueDiLatte». «La fibra si ottiene attraverso un processo molto particolare che permette di ridurre moltissimo l’impatto ambientale - ci racconta Elisa -. Tutti gli scarti del latte vengono conglobati in grosse vasche. Da questi viene separata la caseina che viene poi polverizzata per subire successivamente un processo idoneo a renderla filamentosa. Infine viene essiccata. Per creare 1 chilo di fibra si usa una quantità di acqua decisamente inferiore rispetto ai procedimenti tradizionali. In più le emissioni CO2 sono ridotte al minimo».

Cecilia Nostro
Una startup valutata oltre 2 milioni di euro, 300mila euro di finanziamento, 27 anni e tra le 100 donne più influenti nel settore digital, in Italia. Una strada tutta in discesa quella di Cecilia Nostro, co-fondatrice di Friendz, applicazione che offre ai suoi utenti l’opportunità di guadagnare divertendosi e condividendo foto e azioni sui social. Una laurea in Economia, una specializzazione in Business Administration e, a soli 25 anni un lavoro nel reparto marketing di una grande azienda: Cecilia aveva tutte le carte per proseguire con quella che viene definita una brillante carriera in azienda, come manager. Solo che a volte, il posto fisso, la certezza, non regalano le stesse soddisfazioni di avere un’impresa tutta propria e, forse, uno scopo nella vita.