19 novembre 2019
Aggiornato 11:30
impresa

La storia di Cecilia (Friendz): «Ho lasciato il posto fisso, ma ora la mia startup vale oltre 2 milioni»

Friendz, applicazione che offre ad ogni utente l’opportunità di guadagnare divertendosi e condividendo foto e azioni sui social, è la sua creatura e lei è stata nominata, a soli 27 anni, tra le 100 donne più influenti nel settore digital

ROMA - Una startup valutata oltre 2 milioni di euro, 300mila euro di finanziamento, 27 anni e tra le 100 donne più influenti nel settore digital, in Italia. Una strada tutta in discesa quella di Cecilia Nostro, co-fondatrice di Friendz, applicazione che offre ai suoi utenti l’opportunità di guadagnare divertendosi e condividendo foto e azioni sui social.

Un destino segnato
Una laurea in Economia, una specializzazione in Business Administration e, a soli 25 anni un lavoro nel reparto marketing di una grande azienda: Cecilia aveva tutte le carte per proseguire con quella che viene definita una brillante carriera in azienda, come manager. Solo che a volte, il posto fisso, la certezza, non regalano le stesse soddisfazioni di avere un’impresa tutta propria e, forse, uno scopo nella vita.

Addio posto di lavoro fisso
E così Cecilia ha lasciato un contratto a tempo indeterminato, un futuro promettente, per portare avanti un progetto in cui credeva, per dare vita a Friendz, che in quel momento, due anni fa, era solo in una fase embrionale, insieme ai suoi colleghi Alessandro Cadoni e Daniele Scaglia. Un «all-in», come si dice nel poker, ma che le ha portato fortuna. Giornate e nottate di lavoro, ma in un anno e mezzo l’impresa cresce in modo esponenziale: 18 dipendenti, un’età media di 25 anni, collaborazioni con grandi brand e centinaia di campagne gestite.

(Credits photo courtesy of Friendz)

Una passione che si trasforma in lavoro
«Il percorso imprenditoriale che sto portando avanti è il frutto di una ricerca molto intensa, di un desiderio, di una «necessità» - spiega Cecilia - Essere un’imprenditrice significa vivere quello che viene definito normalmente «lavoro», in un modo totalmente diverso. Quello che viene chiamato «lavoro», in realtà, è la tua passione, la scintilla che ogni giorno alimenta il tuo entusiasmo, la fonte che riesce a darti qualcosa di forte quotidianamente». Una passione che Cecilia sviluppa a seguito di un’esperienza nel Sud America, vivendo a stretto contatto con le figure imprenditoriali del posto. «Ho capito subito che la mia strada sarebbe stata quella».

Le donne e l’imprenditoria
All’alba del 2017, in un mondo che corre velocissimo, dove digitale e tecnologia stanno rivoluzionando non solo il mondo del lavoro, ma l’intera cultura globale, per certi aspetti ancora esistono dei limiti: e questo lo sanno bene le donne, per le quali la strada imprenditoriale e del successo, non è mai così facile. Il trucco, secondo Cecilia, è non ricercare a tutti i costi la competizione: «Partendo dalla mia esperienza personale, che mi vede co-fondatrice di Friendz con Alessandro Cadoni e Daniele Scaglia, posso dire che è fondamentale ricercare la non-competizione tra uomini e donne, nel mondo imprenditoriale e nel mondo del lavoro, in generale - ci dice Cecilia -. Cerchiamo di essere sinceri: noi donne abbiamo un approccio, un metodo di lavoro e delle caratteristiche che ci rendono più vicine a certe dinamiche all’interno di contesti lavorativi (es. marketing, PR, sales, customer care) così come gli uomini hanno, solitamente, altre attitudini (es. analisi). Questo non significa che nei ruoli dirigenziali è giusto che ci sia una prevalenza degli uni sulle altre, ma vuol dire semplicemente che, anche nei ruoli dirigenziali, uomini e donne hanno caratteristiche diverse, che se unite e integrate possono portare dei vantaggi enormi».