20 febbraio 2019
Aggiornato 08:00
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GammaForum, Ilaria Capua: «Stop al mito 'fuga dei cervelli': i talenti devono avere le ruote»

I cervelli devono muoversi nel mondo per contaminare ogni Paese con l'esperienza acquisita. «Cervelli con le ruote e mente aperta»

Ilaria Capua
Ilaria Capua

MILANO - Come è possibile che con le tecnologie di cui disponiamo oggi un ricercatore italiano che si trova in Florida non possa portare il suo now how in Italia e viceversa? La risposta sembrerebbe scontata: è praticamente impossibile. Così come è stato semplice per la platea riunitasi alla sede del Sole 24Ore a Milano in occasione del Forum Nazionale per l’Imprenditoria Femminile e Giovanile interfacciarsi in differita con Ilaria Capua, dall’altra parte del mondo, proprio in Florida, con 6 ore di fuso orario, tra l’altro.

Nell’era delle interconnessioni, delle contaminazioni digitali e, soprattutto, dello smart working Ilaria Capua continua a domandarsi perché si parli ancora di «fuga di cervelli», con rientro annesso. Perché se è positivo che un italiano si faccia la sua esperienza a Londra per raccogliere più now how possibile, allora poi deve ritornare in Italia, a contaminare il Belpaese con l’esperienza maturata all’estero. Ma è davvero così? Non del tutto per Ilaria Capua, virologa ed ex politica italiana, nota per i suoi studi sui virus influenzali, in particolare sull’influenza aviaria, e recentemente sotto i riflettori per essere stata accusata e successivamente prosciolta di traffico illecito di virus.

Ilaria è in differita dalla Florida, dove vive e lavora attualmente e si rivolge alla platea presente in occasione del Gamma Forum: «Basta col mito dei ‘cervelli in  fuga’: i talenti devono essere come i trolley, devono circolare, devono andare in giro per il mondo e contaminarlo con il proprio now how - ha raccontato Ilaria -. E questo vale per gli italiani che debbono andare all’estero e per gli stranieri che devono venire in Italia. Sono molte le persone che mi raccontano di voler trascorrere del tempo nel Belpaese e non solo come turisti».

Già, l’Italia. Quel paese dal quale molti talenti fuggono, vuoi per le scarse possibilità, vuoi per quel Governo dal quale non si sentono rappresentati: «Il nostro Paese deve essere più attrattivo e questo è compito soprattutto delle istituzioni. Nella mia breve esperienza politica - racconta Ilaria - mi capitò di parlare con il sindaco di Roma Ignazio Marino, suggerendogli di utilizzare alcuni alloggi comunali da concedere gratuitamente a tutti i ricercatori, gli scienziati e gli innovatori che sarebbero venuti in Italia a studiare. E questo è solo un esempio di ciò che si può fare».

«La vera grande innovazione che oggi possiamo fare è quella di essere aperti - afferma Ilaria Capua -. Aperti alla diversità di cultura e di rapporto. Perché non sempre è facile interagire con un coreano o un africano. Le nostre culture sono diverse, ma per lavorare bene insieme dobbiamo essere aperti. Se dovessi suggerire le mie formule magiche per un futuro migliore, direi proprio questo: cervelli sulle ruote, sempre in movimento e apertura. Solo aprendo la mente riusciremo a mettere a frutto tutte le nostre potenzialità, che sono davvero enormi».