2 giugno 2020
Aggiornato 14:30
da 4 ragazze pugliesi

Produrre carburanti dai resti alimentari, il sogno di BioInnoTech

BioInnotech ha messo a puto un nuovo processo di fermentazione del siero del latte capace di produrre biomassa. Il sogno delle quattro ragazze pugliesi è proprio quello di aprire una bioraffineria in Puglia

BARI - Creare una bioraffineria che trasformi gli scarti della produzione alimentare in bio carburanti. E’ questo il sogno di BioInnoTech, startup innovativa nata nel Sud Italia, a Bari, da quattro giovani ragazze conosciutesi sui banchi dell’università. Da una parte un progetto ambizioso che mira alla salvaguardia dell’ambiente, dall’altra il team, tutto in rosa, fatto di passione, impegno e notti passate in bianco.

Un progetto nato tra i banchi di scuola
«La vera spinta a creare BioInnoTech l’abbiamo avuta durante un’esperienza in Svezia dove, grazie a un progetto di studio dell’Università degli Studi di Bari, abbiamo potuto perfezionare i nostri studi sulle bioraffinerie e la produzione di carburanti da biomasse - ci racconta Maria Pisano, una delle fondatrici di BioInnoTech -. E’ stato un percorso molto decisivo per il futuro della nostra startup. Abbiamo capito che davvero potevamo fare qualcosa per il nostro ambiente e la nostra salute».

I 100mila euro dalla Camera di Commercio di Bari
Grazie alla collaborazione della ricercatrice Isabella Pisano le quattro ragazze si buttano quindi nel caotico mondo delle startup, con l’obiettivo di valorizzare gli scarti alimentari per dargli una nuova veste, una nuova vita. Il progetto non passa inosservato, tanto che il team riesce ad aggiudicarsi il bando della Camera di Commercio di Bari e vince 100mila euro a fondo perduto. «E’ stata per noi una grandissima spinta - continua Maria -. Non solo a livello economico, ma soprattutto motivazionale perché abbiamo capito che, nonostante fossimo partite da pochi mesi, l’interesse era alto e il nostro progetto stava funzionando».

La fermentazione del siero del latte
E così Maria, insieme alle sue socie Erika Andriola, Rosita Pavone e Antonella Carbone comincia l’attività di ricerca e di ottimizzazione del processo di fermentazione del latte. BioInnoTech sta, infatti, lavorando a un processo di filtrazione e fermentazione del siero del latte, completamente innovativo. Processo che ha un altissimo potenziale e può portare addirittura alla produzione di carburanti biologici. «Al momento, attraverso questo processo di fermentazione del siero del latte, produciamo dei microrganismi, come lieviti per per il pane e altre componenti microbiche. Il nostro sogno, però, è aprire qui in Puglia una bioraffineria che possa riutilizzare gli scarti alimentari per produrre biomasse».

(Credits photo courtesy of BioInnoTech)

Il sogno della bioraffineria
Già, perché i processi fermentativi sperimentati da BioInnotech hanno un altissimo potenziale e possono essere utilizzati per ottenere una vasta gamma di prodotti, dalle plastiche ai carburanti, agli additivi alimentari. E con un impatto ambientale praticamente prossimo allo zero. Ma perché rimanere in Italia dopo l’esperienza in Svezia? «In realtà ci siamo chieste ‘perché loro sì e noi no’ - conclude Maria -. Abbiamo un grande potenziale, abbiamo gli strumenti, abbiamo le materie prime, forse molte di più di quelle che possono esserci in altri Paesi. Sarebbe stupido non provare a valorizzare il proprio territorio».

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