20 novembre 2019
Aggiornato 15:30
ecosostenibilità

Dagli scarti di latte nuovi tessuti, la moda «eco» made in Italy

Due donne, una passione in comune: quella per i capi naturali e la sostenibilità ambientale. Da questo cocktail fatto di morbidezza nasce un'azienda tutta italiana, DueDiLatte. Ecco la sua storia

FIRENZE - Avete mai pensato di poter indossare una t-shirt fatta di latte? Se per alcuni può sembrare improbabile ricavare tessuto dalla bevanda con cui siamo soliti fare colazione la mattina, per altri, la ricerca di materiali sempre più innovativi e a impatto zero ha portato proprio a scoprire la possibilità di estrarre dalla caseina del latte delle fibre tessili. Una possibilità che ha aperto le porte a Elisa Volpi e Antonella Bellina, due giovani donne che hanno deciso di lasciare il proprio lavoro per dedicarsi a questo nuovo business, fondando, appunto, «DueDiLatte».

La moda ecosostenibile
«Ci siamo conosciute a lavoro - ci racconta Elisa -. Entrambe lavoravamo nel settore tessile, ma quando Antonella mi ha parlato di questa fibra ricavata dal latte, sono rimasta di sasso. Non avevo mai sentito parlare di questa possibilità e, così, insieme, abbiamo cominciato a fare delle ricerche». La voglia di realizzare qualcosa di unico e il desiderio di far riscoprire materiali naturali, porta le due giovani donne a studiare questa «magica» fibra. Nata negli anni ’30 dall’ingegner Ferretti questa fibra subì un repentino boom, per poi arrestare la sua crescita negli anni ’60 quando i materiali naturali furono surclassati da quelli sintetici e dal settore cotoniero. «Negli ultimi anni, però, si sta ritornando a ricercare la naturalezza».

(Credits photo courtesy of DueDiLatte)

La fibra di latte
Elisa e Antonella studiano e cercano di capire come produrre dei capi d’abbigliamento che non fossero solo naturali, ma anche acquistabili. Fondano la loro società nel 2013 e nel 2014 già riescono a produrre la prima vera collezione. «La fibra si ottiene attraverso un processo molto particolare che permette di ridurre moltissimo l’impatto ambientale - ci racconta Elisa -. Tutti gli scarti del latte vengono conglobati in grosse vasche. Da questi viene separata la caseina che viene poi polverizzata per subire successivamente un processo idoneo a renderla filamentosa. Infine viene essiccata. Per creare 1 chilo di fibra si usa una quantità di acqua decisamente inferiore rispetto ai procedimenti tradizionali. In più le emissioni CO2 sono ridotte al minimo».

Oltre 2mila sostanze tossiche nei tessuti
Un prodotto ecosostenibile, naturale e Made in Italy. I capi, proprio perché mantengono le caratteristiche della caseina, sono morbidi, freschi. Svolgono un’azione ipoallergenica e aiutano a mantenere inalterata la temperatura corporea. «Nel mondo della moda c’è bisogno di ritornare un po’ al concetto di naturalezza - ci dice Elisa -. Per noi e per la nostra salute. Pensate che durante la lavorazione dei capi vengono utilizzate circa 2mila sostanze chimiche di cui la maggiorparte sono nocive non solo per la nostra pelle, ma anche per l’ambiente. Quando i tessuti vengono lavati, infatti, rilasciano queste sostanze nell’acqua che finisce nelle falde acquifere». Di fatto, innovazione, non significa necessariamente stravolgere prodotti e processi produttivi, ma pensare a un nuovo modo anche per risolvere le piaghe che affliggono la nostra società.

(Credits photo courtesy of DueDiLatte)

Anche l’arredo
Un’azienda che cresce quella di Elisa e Antonella in modo piuttosto capillare in tutta Italia, specialmente Centro-Nord. L’idea è quella di espandersi sempre più più e realizzare collezioni sempre nuove. «Vorremmo creare delle soluzioni anche per la casa, quindi lenzuola, copridivani e annessi - conclude Elisa -. La fibra di latte è antibatterica e quindi utilissima per l’arredo. Inoltre stiamo lavorando sull’abbigliamento sportivo. Il nostro grande obiettivo è sensibilizzare le persone a prendersi un po’ più cura di sé, a partire da ciò che indossano».