25 giugno 2017
Aggiornato 21:00
innovazione sociale

Progetto Quid, dagli scarti tessili a nuove opportunità

Il Progetto QUID si occupa di recuperare gli scarti tessili per dargli una nuova vita attraverso l'inclusione di donne in condizioni svantaggiate che possono così mettere a disposizione le loro abilità sartoriale per realizzare nuove collezioni

VERONA - Recuperare scarti tessili di qualità - altrimenti destinati al macero - e ridare loro nuova vita, attraverso le mani di quelle donne che, trovandosi in situazioni svantaggiate, restano maggiormente escluse dal mercato del lavoro. E’ il Progetto Quid, nato dall’idea della giovane Anna Fiscale, poi consolidata e resa concreta grazie all’apporto del suo team, Ludovico Mattona, Lucia Dal Negro, Umberto Brambilla ed Elisabetta Stizzoli.

Il problema dei rifiuti tessili
Un progetto ambizioso, quello di Anna, arrivato dopo una laurea in economia alla Bocconi e in Scienze Politiche a Parigi. Per poi tornare nella città d’origine, Verona, per creare qualcosa che fosse capace di dare un vero valore sociale alla comunità. Già perché, anche se sottovalutato, il problema dei rifiuti tessili c’è e assume sempre più un’importanza specifica: da una parte gli scarti di produzione, dall’altra i capi a fine vita che vengono considerati a tutti gli effetti rifiuti urbani e destinati alle discariche. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale di Protezione Ambientale (EPA), negli Stati Uniti ogni persona si disfa, in media, di 32 Kg di capi di abbigliamento all’anno e solo il 15% rientra nel ciclo produttivo attraverso la filiera del riciclaggio. Non cambia la situazione in Italia dove appena il 12% del totale conferito nei cassonetti viene infatti recuperato e riciclato. A sottolinearlo è Assosistema, associazione di settore che rappresenta le imprese produttrici di dispositivi tessili e medici e le aziende che si occupano di sicurezza sui luoghi di lavoro. Secondo i dati diffusi da Assosistema ogni anno in Italia si producono complessivamente 25 mila tonnellate di prodotti tessili. Di queste solo una piccola percentuale viene recuperata a fine vita. In particolare, secondo gli ultimi dati, nel nostro Paese sono state raccolte in maniera differenziata 99.900 tonnellate di rifiuti tessili, circa 1,6 Kg pro capite. Una porzione irrisoria se confrontata con i dati sul consumo di prodotti tessili: ogni italiano consuma infatti mediamente 14 kg all’anno. Nel resto d’Europa il riciclo dei rifiuti tessili procede con una marcia in più. Mediamente ben il 68% dei rifiuti tessili viene recuperato e solo il 7% viene conferito in discarica. Tra i Paesi più virtuosi figura la Svizzera che riesce a riciclare la metà dei rifiuti tessili prodotti ogni anno sull’intero territorio nazionale.

L’inclusione sociale
Progetto Quid non è solo un progetto che punta alll’eco-sosteninilità, ma anche all’inclusione sociale: i capi d’abbigliamento, infatti, vengono realizzati da quella cosiddetta «fascia debole» di donne che si trovano alle prese con una vita difficile, che escono dalla tratta della prostituzione, dal carcere e fanno fatica a entrare nel mondo del lavoro. Per loro questa diventa un’opportunità non solo di costruirsi una degna vita professionale, ma anche di esprimere liberamente la propria creatività.

(Progetto QUID)

Capi d’abbigliamento unici
I capi d’abbigliamento del Progetto Quid sono unici e in edizione limitata: questo, da una parte, perché derivano dagli scarti di produzione delle aziende tessili e di abbigliamento della zona; dall’altra perché vengono realizzati proprio grazie all’abilità sartoriale della donne che fanno parte della cooperativa. «I prezzi, inoltre - ci racconta Anna - sono altamente competitivi, poiché ricalcano i prezzi di mercato delle più famose catene di abbigliamento come ad esempio H&M». In più, ogni anno, i capi si rifanno alle tendenze del momento e sono sempre realizzati con un occhio di riguardo alla moda, ma con un valore in più, quello della storia personale di chi, quel capo, lo ha realizzato con le proprie mani.

(Progetto QUID)

Quanto vale una passione
Un progetto nato nel 2012 e che, con le abilità dei componenti del team, conta già 48 lavoratori: una vera e propria famiglia. Malgrado i primi passi mossi in sordina come accade a tutte le startup innovative, Progetto Quid è, oggi, una realtà consolidata con partnership anche importanti come quella siglata con il noto brand Calzedonia e la sua fondatrice Anna Fiscale è stata, inoltre, selezionata tra le 6 finaliste al recente premio GammaDonna, dedicato all’imprenditoria femminile e giovanile italiana. «Un premio importante - racconta Anna Fiscale - soprattutto per noi donne che siamo spesso limitate dal pregiudizio non solo in quanto donne, ma anche in quanto di giovane età. Eppure, l’inesperienza, quando ami immensamente il tuo lavoro e il tuo progetto, non è più una caratteristica così limitante».