27 febbraio 2020
Aggiornato 21:30
agenda digitale

Banda ultralarga, ok connessione mobile: crescono investimenti, ma c'è tanto da fare

Se la connessione 4G mobile raggiunge il 95% della popolazione, la banda ultralarga fissa copre solo il 44% delle abitazioni italiane. Crescono però gli invesimenti

Connessione a banda ultralarga
Connessione a banda ultralarga Shutterstock

ROMA - La filiera italiana delle Tlc, che comprende gli operatori di rete fissa e mobile, i fornitori di terminali, di apparati e di servizi di rete, le aziende di software per le telecomunicazioni, le infrastrutture di rete e le aziende di Contact Center, nel 2015, dopo anni di calo, cresce dell’1% rispetto all’anno precedente, assestandosi attorno a un valore di 42,7 miliardi di euro. E’ un segnale positivo, considerato che dal 2008 al 2014 il segno era sempre stato negativo e sono stati «bruciati» complessivamente oltre 11 miliardi di euro (21% del valore iniziale).  Complice anche la maggiore attenzione del Governo sul tema che ha condotto anche all’introduzione di misure per la semplificazione normativa per la posa in opera della fibra ottica. I dati arrivano grazie al VII Rapporto Asstel sulla filiera delle Tlc nel 2015 in Italia

Crescono gli investimenti
In questo scenario, gli investimenti (Capex) degli Operatori di TLC hanno continuato a crescere: nel 2015 segnano un +9% (600 milioni in più del 2014) per un totale di 6,6 miliardi di euro. Cresce quindi anche l’incidenza degli investimenti sui ricavi, arrivando nel 2015 al 21%, il valore più alto raggiunto da 8 anni a questa parte. Nel 2015 a tali investimenti si aggiungono circa 600 milioni di euro legati all’acquisto e al rinnovo delle licenze per la rete. Sommando anche questa voce la quota degli investimenti aumenta del 19% e pesa il 23% dei ricavi.

Ottima la copertura mobile, scarsa la penetrazione delle sim
Ottimi anche i passi compiuti verso l’estensione della connessione a banda ultralarga, di cui il Paese ha un estremo bisogno per crescere. Da una parte la copertura a banda larga fissa sul totale delle abitazioni che ha raggiunto il 99,3% con un dato superiore alla media europea; dall’altra la banda ultralarga mobile (4G)  che nel primo trimestre del 2016 segna una copertura pari al 95% della popolazione italiana, quando l'anno precedente il valore era pari all’84%. Facendo un confronto con i principali Paesi europei emerge che l’Italia ha un tasso di copertura nell’EU5 inferiore solo a UK (che è arrivato al 98%), mentre supera quello della Germania (91%), della Spagna (90%) e della Francia (81%). Questa eccellenza italiana subisce un rovescio totale nel caso della penetrazione delle sim 4G che per l’Italia è la più bassa tra i Paesi EU5 (11% contro una media Ue5 del 23%).  Ancora molti passi da fare, invece, per l’estensione della banda ultralarga fissa (> 30 Mbps) dove risulta coperto solo il 44% delle abitazioni.

La crescita del Paese
«Nonostante rimangano ancora molte le criticità determinate dal trend fortemente negativo degli ultimi sette anni le Tlc si confermano protagoniste del processo di crescita e innovazione dell’economia italiana – dichiarano congiuntamente il Presidente di Asstel Dina Ravera e i Segretari Generali di Slc-Cgil, Massimo Cestaro, Fistel-Cisl, Vito Vitale, Uilcom-Uil, Salvatore Ugliarolo -. Ma attenzione, i risultati raggiunti nel 2015 devono essere intesi come l’inizio di un percorso di nuove opportunità per l’intero Settore e, dunque, per il Paese. Per questo è fondamentale che si completi al più presto la semplificazione del quadro normativo a favore dello sviluppo delle reti fisse e mobili. Vanno risolti, in particolare, i nodi che imbrigliano la rete mobile, emanando le tanto attese «Linee Guide per la rilevazione delle emissioni elettromagnetiche» e uniformando i limiti agli standard europei. Allo stesso tempo vanno messe in atto politiche attive per il lavoro che mirino all’aggiornamento delle competenze esistenti nel settore e all’inserimento di giovani, politiche di sviluppo per il comparto dei call center al fine di accrescere il valore aggiunto di queste attività e sostenere l’occupazione. Il quadro che delinea il Rapporto evidenzia la strategicità di perseguire gli obiettivi del Piano Industria 4.0 che è volto a dotare il Paese di un piano per la trasformazione digitale delle imprese italiane, cosi come la filiera delle Telecomunicazioni sollecitava da tempo».