2 marzo 2024
Aggiornato 08:00
la carta una volta alla settimana

Pagamenti digitali: è boom in Italia, ma prevale ancora il contante

I pagamenti digitali rappresentano il 22% dei consumi delle famiglie in Italia, ma sono ancora molti quelli affezzionati al contante

MILANO - Pronti a dire addio al contante in favore dei nuovi sistemi di pagamento digitale? Secondo il rapporto "I Pagamenti Digitali in Italia", dell Osservatorio Mobile Payment & Commerce pubblicato in collaborazione con CartaSi, Consorzio CBI, Intesa Sanpaolo, PayPal e TIM, la risposta è sì. I pagamenti digitali rappresentano infatti già il 22% dei consumi delle famiglie in Italia e, nel 2015, hanno raggiunto i 175 miliardi di euro complessivi.

E’ boom di pagamenti digitali
In particolare: il mondo dei "New Digital Payment" (pagamenti attraverso Pc, tablet, Mobile e i pagamenti in punto vendita attraverso carte contactless o su Mobile POS) a fine 2015 ha raggiunto un valore di transato di circa 21,5 miliardi di euro (+22% rispetto al 2014 e 12,2% del transato complessivo con carte); mentre i pagamenti digitali più tradizionali - pagamenti con carta in negozio - raggiungono i 153,4 miliardi di euro (+11% rispetto al 2014). E per l'anno in corso si attende un vero e proprio boom dei nuovi pagamenti digitali: il rapporto sima per fine 2016 un volume di oltre 26 miliardi.

La dura persistenza del contante
Ovviamente lo strumento preferito dagli italiani continua ancora ad essere il contante (430 miliardi di euro), con cui si pagano il 56% dei consumi, e in numero di transazioni rappresenterebbe oltre l'80% delle transazioni. Ma la tendenze registrate per quanto riguarda i pagamenti digitali lasciano prevedere cambiamenti profondi nelle nostre abitudini davvero in tempi brevi. «Negli ultimi due anni la crescita dei pagamenti elettronici con carta ha superato le attese (+10,2% nel 2014 e +12,2% nel 2015), tanto da crescere a un ritmo maggiore di quello della media in Europa (intorno al 7-8%), sintomo probabilmente di un principio di cambiamento culturale nei consumatori italiani e di un effetto trascinamento del decreto 'obbligo POS' che ha generato un cambio di atteggiamento anche negli acquirenti - afferma Valeria Portale, direttore dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano -. Tenendo conto che il nostro Paese ha parecchio terreno da recuperare rispetto agli altri Stati europei, ed ipotizzando una crescita che nei prossimi tre anni si mantenga in linea con quella dell'anno appena trascorso, ossia intorno al 12,1%, stimiamo che i pagamenti con carta nel 2018 potrebbero raggiungere i 246 miliardi di euro».

Cresce il numero di carte e POS
L'Italia gode di un'ottima base infrastrutturale per l'accettazione di pagamenti digitali e di una buona diffusione di carte di pagamento tra la popolazione, in linea o superiore ai paesi europei più sviluppati. Nel 2015 inoltre è cresciuto il numero di carte in circolazione (87 milioni, +1% rispetto al 2014), mentre il numero dei POS è calato leggermente (circa 1,76 milioni, rispetto agli 1,88 milioni del 2014) probabilmente a causa di una dismissione di terminali datati censiti ma già non operativi.

Si usa la carta meno di una volta a settimana
Tuttavia l'utilizzo delle carte di pagamento in Italia è ancora limitato se confrontato con il resto d'Europa. Nel 2015 è stato però registrato un segnale molto positivo e il valore del transato è cresciuto maggiormente rispetto agli anni precedenti, con un tasso del 12,2%. E' cresciuto il numero delle transazioni pro capite (da 38,8 a 44,1), anche se ancora molto lontano dalla media europea, mentre si è ridotto lo scontrino medio (da 67 euro a 66 euro); tuttavia è come se gli italiani utilizzassero la carta meno di una volta a settimana, rimanendo lontani dalla media europea.