28 novembre 2020
Aggiornato 02:30
Startup

Africa Summer School: «Innovare l'Africa partendo dai coworking»

Parte Africa Summer School, la scuola di formazione per proporre soluzioni innovative per il continente africano. Per Lorenzo, uno dei partecipanti, il modo migliore di innovare è creare luoghi fisici e connessi dove le persone possano condividere le loro conoscenze

VERONA - Agevolare l’imprenditoria africana portando idee nuove e innovazione, non come «coloni», ma con l’obiettivo di accelerare un territorio - quello africano - ricco di risorse. E’ questo l’obiettivo di Africa Summer School, l’iniziativa organizzata dal Business Incubator 4 Africa che oggi, 29 luglio, prende il via nella sua settimana di formazione.

Africa Summer School
Una trentina di giovani innovatori provenienti da tutta Europa prenderanno parte a una settimana di formazione tenuta da una decina di docenti ed esperti africani e italiani per saperne di più sulla cultura e sulla storia del continente. Un momento di condivisione estrema per proporre idee e soluzioni per un Paese che ha sempre dato e darà ancora molto a tutto il mondo. Al termine di questa fase di autoformazione e studio, i progetti dei partecipanti saranno selezionati nell’ambito del concorso interno «Business Incubator 4 Africa», che mira a premiare le migliori idee imprenditoriali e accompagnarle nella realizzazione. L’obiettivo è quello di creare opportunità e soluzioni in grado di avere un impatto sociale determinate sul territorio agevolando prima di tutto l’imprenditoria locale, anche nel caso della formazione della stessa.

Aumentare i coworking
«Ho pensato che la soluzione migliore al momento sia quella di agevolate la crescita di hub e coworking che facilitino la condivisione delle conoscenze sul mondo delle startup e delle imprese - ci racconta Lorenzo D’Amelio, uno degli innovatori selezionati per partecipare alla settimana di formazione -. E’ importante generare ritrovi fisici e connessi che possano servire allo sviluppo di imprese locali e, in primo luogo, dove sia possibile essere connessi a Internet». Un’opportunità, la Rete, per noi abituale, ma che in certi Paesi ancora rappresenta una chimera. «Il mio obiettivo sarebbe quello di sviluppare una crescita tra pari e ribaltare le prospettive - continua Lorenzo - dove diventa l’Africa a insegnare al resto del mondo». L’influenza positiva che può nascere all’interno di spazi condivisi come i coworking facilita senza dubbio la nascita di nuove soluzioni e opportunità e potrebbe fornire dei servizi di base come Internet.

Le opportunità dell’Africa
«Siamo in un periodo storico dove l’Africa sta crescendo moltissimo - continua Lorenzo - e offre numerose opportunità, soprattutto per la popolazione locale». Nel continente africano ci sono Paesi che stanno avendo il maggiore sviluppo del PIL negli ultimi anni (anche sopra il 7% annuo in alcuni casi). Settori come il turismo e l’agricoltura stanno subendo un’impennata mai registrata prima con Paesi come l’Etiopia dove il ricavato del turismo nel 2015 ammonta a 3,5 miliardi di dollari. Esiste ancora un digital devide che può e deve essere colmato con solo il 28% di africani connessi a Internet (la media mondiale si attesta al 46%). Molte soluzioni possono essere trovate per ridurre la povertà sanitaria. Il tutto in un paese che comunque già oggi dispone di un tessuto imprenditoriale disposto a crescere a innovarsi sulla scia di quanto sta avvenendo in Europa e in America. Del resto dove vi sono i problemi maggiori nascono le maggiori soluzioni.

L’iniziativa di Mark Zuckerberg
Se anche Mark Zuckerberg ha deciso di investire nello sviluppo di professionisti che abbiano elevate competenze nello sviluppo del software ci sarà un perché. E ci sarà un perché anche se decide di indirizzare ben 24 milioni di dollari ad Andela, una stratup newyorchese il cui scopo è quello di formare sviluppatori di software in Africa ed esattamente a Lagos, in Nigeria e a Nairobi, in Kenya. Come scrive il Wall Street Journal, l'investimento è stato effettuato dalla Chan Zuckerberg Initiative, la società da 48 miliardi di dollari creata l'anno scorso dal fondatore e amministratore delegato di Facebook e da sua moglie Priscilla Chan. "Viviamo in un mondo in cui il talento è distribuito uniformemente, ma le opportunità non lo sono - ha dichiarato Zuckerberg in una nota con cui ha commentato l'investimento -. La missione di Andela è quella di chiudere questa lacuna». Lo scopo di Andela, come sottolineato da Jeremy Johnson, suo amministratore delegato, è quello di formare 100.000 sviluppatori in Africa nei prossimi 10 anni.