27 settembre 2021
Aggiornato 08:30
vince settore manifatturiero

Quanto vale il mercato del Cloud in Italia

Il mercato del Cloud si conferma in forte crescita anche nel 2016: si stima che il valore sia superiore a 1,7 miliardi di euro. Il settore maggiormente rappresentativo è quello manifatturiero

MILANO - Il 2016 è stato definito l’anno dell’«età della ragione» del Cloud. Malgrado sia un segmento, quello del Cloud, che in molti stentano ancora a capire, il mercato si conferma in crescita anche quest’anno e tocca gli 1,77 miliardi di euro complessivi. Di fatto, il cloud non è altro che uno spazio di archiviazione personale di file, chiamato anche cloud storage, che risulta essere accessibile in qualsiasi momento e in ogni luogo, utilizzando una connessione a internet.

Quanto vale il mercato del Cloud in Italia
Secondo il report presentato dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano, il mercato mostra una dinamica che non conosce crisi:  la crescita delle due componenti del Cloud, il Public Cloud e la Cloud Enabling Infrastructure, rappresenta un segnale positivo per il nostro Paese, e appare in linea con quanto viene fotografato a livello globale dagli analisti internazionali. L’approccio delle imprese evidenzia importanti segnali di cambiamento, con il passaggio a una fase di maggiore maturità, che si concretizza da una parte nel lancio di progetti importanti di Public Cloud per le infrastrutture critiche, dall’altra in una specializzazione dell’offerta di servizi applicativi sempre più verticali e «core» rispetto alle esigenze delle organizzazioni. Il mercato del Cloud in Italia si conferma in forte crescita anche nel 2016: il Public Cloud è previsto crescere con una dinamica vicina al 27% per un valore di 587 Milioni di Euro. Cresce anche la Cloud Enabling Infrastructure, ossia l’insieme di investimenti necessari a creare le condizioni abilitanti per l’utilizzo del Cloud, che, con un incremento vicino al 14%, raggiunge 1,185 Miliardi di Euro. Le rilevazioni dell’Osservatorio permettono, sommando le due componenti, di stimare un mercato complessivo che va ad attestarsi a 1,77 Miliardi di Euro, con una crescita anno su anno pari al 18%.

Vince il settore manifatturiero
Per quanto riguarda il Public Cloud, la fotografia di mercato vede prevalere la componente SaaS (47%), seguono lo IaaS (42%) e il PaaS (11%). Dalla rilevazione, inoltre, emerge come il settore maggiormente rappresentativo sia il manifatturiero con il 23% della spesa, seguito dal settore bancario (21%), telco e media (14%), servizi (10%), GDO e retail (9%), PA e sanità (9%), utility (9%) e assicurazioni (5%). Per quanto riguarda la scomposizione della spesa tra PMI e grandi imprese, queste ultime polarizzano ancora gran parte della spesa, per il 2016 di poco superiore al 90%. Il tasso di crescita della spesa delle grandi imprese è previsto essere del 28%, mentre per le PMI è di poco sotto al 20%.

Cloud più sicuro e affidabile
Nella scelta dei servizi Cloud le organizzazioni sono guidate da molteplici variabili, in gran parte legate alla strategia complessiva adottata, alla tipologia di servizio ricercato e alla situazione dei sistemi informativi interni. Tra i criteri ritenuti molto rilevanti o essenziali da parte delle organizzazioni, al primo posto vi è la garanzia di sicurezza ed affidabilità (segnalato dall’87% dei rispondenti), seguito dalla capacità di fare brokeraggio e intermediazione di servizi di terze parti (71%), dalle certificazioni relative ai Data Center utilizzati per l’erogazione dei servizi (70%), dalla presenza di competenze tecniche (69%), dal costo dell’implementazione (68%) e dalla flessibilità contrattuale (65%). La Ricerca ha identificato inoltre i principali gap tra quanto proposto dalle aziende dell’offerta e quanto richiesto dalle organizzazioni. L’elemento con il differenziale maggiore riguarda la flessibilità contrattuale (per il 22% delle imprese), la capacità di brokeraggio e integrazione (17%), la garanzia di sicurezza ed affidabilità (15%) e il costo di implementazione (15%).