21 settembre 2019
Aggiornato 03:00
lavoro

Le aziende assumono, ma cercano su LinkedIn

Un'azienda su 2 ha programmato assunzioni nei prossimi mesi. Si richiedono competenze specifiche come la lingua tedesca: i maggiori sbocchi per gli studenti delle facoltà di Ingegneria

Le aziende italiane assumono
Le aziende italiane assumono Shutterstock

ROMA - Dopo anni d’incertezza le aziende italiane sembrano aver ritrovato la giusta fiducia nei confronti dei nuovi lavoratori. Un po’ merito del Jobs Act che, in base alla normativa, ha incentivato il 59% delle imprese ad assumere a tempo indeterminato, un po’ anche grazie ai nuovi social network come Linkedin che offrono a costo zero il curriculum completo dei candidati. Secondo il report di «Hays, Recruiting expert worldwide» un’azienda su 2 ha pianificato nuovi ingressi in organico nel corso dei prossimi mesi.

Le aziende cercano su LinkedIn
La ricerca si focalizzerà soprattutto su profili tecnici o di middle management (79%), professionisti con una breve esperienza professionale (46%), tirocinanti e apprendisti (43%). Il dato interessante della ricerca si focalizza sulle nuove forme di recruiment, con i social network che si conquistano il podio. Il 52% delle aziende intervistate, infatti, ha dichiarato di eseguire uno screening dei profili social del candidato per avere una visione più completa del professionista (93%), per accertare eventuali attitudini professionali attraverso la partecipazione a community (34%), per individuare possibili incongruenze nelle esperienze di lavoro dichiarate (23%) e, infine, per informarsi sulla rete dei contatti professionali (20%). Informazioni che le aziende considerano fondamentali, anche se - al momento - non giocherebbero un ruolo discriminante nel processo di ingresso all’interno dell’organico medesimo dell’azienda.

Le aziende vogliono anche il tedesco
Se da una parte crescono le offerte di lavoro, dall’altra il profilo del candidato diventa sempre più ricercato. Oggi non basta più sapere solo l’inglese, ad esempio. Oltre a questa lingua, sempre più aziende chiedono come seconda lingua parlata il tedesco (22%), il francese (22%) e lo spagnolo (14%). Competenze che vanno di pari passo con una solida esperienza maturata sul campo, seguita dal titolo di studio e dalle ottime referenze. Resta il fatto, però, che molti candidati non risultano particolarmente adeguati e questo, secondo il 56% delle imprese, dipenderebbe dalle Università italiane, giudicate altamente inadeguate. Tra i principali difetti del sistema universitario, sia le aziende sia i professionisti annoverano: poca pratica nella didattica (89%), scarso utilizzo della lingua inglese (74%), insufficienza delle risorse tecniche e logistiche degli atenei italiani (54%), carenza di fondi destinati alla ricerca (40%) e strapotere delle baronie (28%). Secondo la ricerca le facoltà che offrono maggiori opportunità restano quella di Ingegneria (93%), seguita da Economia (76%).