20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Farina di grilli

Il primo allevamento di grilli per uso alimentare

Se da una parte, in America, la farina di cavallette ha già fatto il boom e completamente sorpassato le farine tradizionali, dall’altra l’Italia resta ancora una volta un passo indietro.

GARNIGA TERME - Si chiama Inscena ed è il primo allevamento di grilli a scopo alimentari. Una rivoluzione, ma anche attenzione verso il futuro dato che gli insetti sono considerati il cibo di domani. E pensare che questo primo progetto parte da un paesino di 392 abitanti, Garniga Terme, a piedi del Monte Bordone in Trentino, dove l’allevatore Vittorio Friz - dopo un mese di coma - ha deciso di cambiare completamente vita e dedicarsi a questa coltura totalmente innovativa.

Il primo allevamento di grilli a scopo alimentare
Se da una parte, in America, la farina di cavallette ha già fatto il boom e completamente sorpassato le farine tradizionali, dall’altra l’Italia resta ancora una volta un passo indietro, i attesa di una regolamentazione della materia e del via libera alla commercializzazione. Da qui parte la sfida di Vittorio Friz, primo allevatore italiano di grilli a scopo alimentare, passione nata già ai tempi dell’università. La sua startup Insecta, nata nell’autunno del 2015, collabora con la Libera università di Bolzano, ha ricevuto un finanziamento per l'innovazione della Provincia autonoma e proprio in queste settimane sta partecipando a un bando europeo. Attualmente sono 4mila i grilli allevati da Friz: numero che è destinato ad aumentare soprattutto in vista dei cambiamenti futuri che già vedono gli insetti come una valida soluzione per combattere la fame nel mondo, soprattutto in vista dell’inarrestabile crescita della popolazione mondiale.

Alto valore proteico: ma in Italia manca la legge
Le proprietà nutritive degli insetti, infatti, sono altamente qualitative. «Si tratta di un alimento eccezionale - spiega Friz -. La carne ha solo un quarto delle proteine dei grilli. Le proteine degli insetti hanno un alto valore biologico e un'altissima digeribilità. Gli insetti, essendo animali a sangue freddo, hanno un indice di conversione degli alimenti molto alto e non hanno effetti sul clima: il loro allevamento ha bisogno di poca acqua, poco spazio e inoltre non produce Co2». Il business legato alla produzione di alimenti con l’uso di insetti in America è in forte crescita: alcune startup producono con successo barrette energetiche e patatine a base di farina di grilli e registrano crescite di fatturato da far drizzare i capelli. Un problema culturale, sostiene Friz, anche perché da sempre, al mondo, esistono popolazioni che si cibano naturalmente di insetti, circa 1,8 miliardi di persone. Questa moda alimentare, tuttavia, sta sbarcando anche in un Europa. I primi a sperimentarla gli sportivi, ma anche in Francia da alcuni anni hanno cominciato ad aprire ristoranti di lusso che propongono menù con piatti a a base di insetti e larve. In Italia tutto questo è ancora un tabù. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), tuttavia, ha dato il nullaosta. A questo punto la startup «Insecta» avrà già raccolto il know-how necessario per poter collaborare con le aziende alimentari interessate.