31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
in new mexico le chiamano «navi della terra»

Biotecture, la scuola fatta di pneumatici, bottiglie e lattine

La Earthship Biotecture è anche un progetto sociale che sensibilizza l'uomo a rivedere i propri spazi di vita, interagendo completamente con l'ambiente per la funzionalità della propria abitazione

MONTEVIDEO - Una scuola 100% ecostenibile, la prima vera scuola ecosostenibile dell’America Latina, fatta - tra gli altri materiali - anche di pneumatici, lattine, bottiglie e cartone. Una soluzione innovativa che parte dai materiali che solitamente gettiamo nella spazzatura e che fa del riciclo il suo credo fondamentale. La sua costruzione, nel villaggio di Jaureguiberry in Uruguay, è iniziata lo scorso 1° febbraio sotto la guida del famoso architetto Michael Reynolds. Dietro la costruzione di questa scuola, tuttavia, c’è un vero e proprio movimento sociale che è quello della Earthship Biotecture. In New Mexico le chiamano le «navi della terra» e sono case bio praticamente disposte tra le dune del deserto, quasi come onde che affiorano dalla superficie. Sono costruzioni ecosostenibili e completamente autosufficienti.

La scuola bio in Uruguay
La scuola in gomma e lattine non rappresenta soltanto un edificio completamente innovativo e sostenibile, ma fa parte nella sua completezza anche di un progetto sociale e di integrazione. L’edificio - completamente autosufficiente - ospiterà i bambini della zona che potranno in questo modo frequentare la scuola e vivere a contatto diretto con l’ambiente e con la natura. Ma non solo perché l’ubicazione dell’edificio in una zona completamente rurale consentirà alla comunità locale di approcciarsi meglio all’utilizzo delle risorse naturali, di comprendere il rispetto dell’ambiente e il valore del riciclo.

Le Eartship
A realizzare la scuola a Jaureguiberry, paesino di 500 abitanti, sarà l’architetto Michael Reynolds, padre della Earthship Biotecture, che da anni si diletta nella costruzione di abitazioni interamente ecosostenibili. Si tratta di strutture organiche, realizzate per avere uno scambio continuo e costante con la natura e l’ambiente circostante, ma anche con l’uomo che deve svolgere la funzione di abitarvi per mantenerle in condizioni di funzionalità. Realizzate con materie prime tratte direttamente dalla natura come terra, paglia, sabbia, legno, o materiali riciclati di origine industriale come lattine in alluminio, pneumatici o bottiglie in vetro, le abitazioni sono del tutto indipendenti e autosufficienti, e non necessitano di sistemi di riscaldamento, che avviene al loro interno grazie all’energia solare, o raffrescamento, dovuto invece alla traspirazione per mezzo della terra. L’acqua piovana è riutilizzata proficuamente per ottenere condizioni bioclimatiche adatte alla crescita di piante rigogliose anche in pieno deserto. La parte strutturale è costituita da murature continue seminterrate, realizzate da sostanze da riciclare come pneumatici riempiti di sabbia, rivestiti con un intonaco di terra cruda, isolanti termici per la protezione della copertura e delle parti maggiormente esposte, vetri disposti a formare serre solari, orientate a Sud, in grado di trattenere il calore quando colpiti dalla radiazione solare, e rilasciarlo gradualmente nell’arco della giornata, mantenendo così una temperatura intorno ai 20°C. La parte più bassa della muratura ed il pavimento sono disposte in diretto contatto col terreno, favorendo così il mantenimento di una temperatura di circa 14°C, costante grazie allo scambio continuo termoregolatore col suolo, raffrescandolo nella stagione calda e riscaldandolo in quella fredda. Le costruzioni di Reynolds sono state anche utilizzati in India e  Indonesia in seguito alla devastazione dello Tsunami abbattutosi nel 2004.

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