27 febbraio 2021
Aggiornato 20:30
Stazione Spaziale Internazionale

Pranzo di Natale spaziale «made in Italy» per Samantha Cristoforetti

L'astronauta italiana dell'ESA e capitano pilota dell'Aeronautica militare ha parlato per la prima volta ai media italiani dalla Stazione Spaziale internazionale, dove si trova per la missione di 6 mesi «Futura» dell'ASI: «Vedere l'Italia è stata un'emozione intensa».

MILANO - Il Pranzo di Natale spaziale sarà «made in Italy» per Samantha Cristoforetti, l'astronauta italiana dell'Esa (European space agency) e capitano pilota dell'Aeronautica militare che ha parlato per la prima volta ai media italiani dalla Stazione Spaziale internazionale, dove si trova per la missione di 6 mesi «Futura» dell'Asi (Agenzia spaziale italiana).
«Il bonus food che ho portato dall'Italia mi sta salvando soprattutto nei pranzi - ha detto @astroSamantha - sono delle buste concepite con il concetto del piatto unico dove si mette una combinazione di proteiene, carboidrati (nel mio caso pollo o sgombro) e poi la verdura. Se mi capita di trovare nella busta dei cibi che so che un mio collega ama particolarmente glielo metto nella calza, quindi penso che a Natale ci scambieremo dei piccoli doni».

Ingredienti semplici ma efficaci - Per capire come nasce il cibo degli astronauti askanews è andata negli stabilimenti Argotec di Torino, dove lo chef Stefano Polato ha preparato le pietanze per l'astronauta italiana.
«Per stare in linea con il concetto di sana alimentazione che attraverso Samantha vogliamo divulgare durante la sua missione - ha spiegato lo chef - dobbiamo fare attenzione ai metodi di cottura perché, ogni volta che prendiamo in mano degli ingredienti, rischiamo di fare dei danni non solo alle pietanze ma anche a noi stessi. In questo caso non utilizzeremo sale, e al suo posto useremo le spezie, come è stato fatto per tutto il bonus food di Samantha».
Curcuma al posto del sale, bacche di Goji come antiossidante, ingredienti semplici ma efficaci. Ma per gli italiani, si sa, non c'è pranzo che si rispetti che non finisca con un buon caffé. Ecco perché Argotec ha inventato IssPresso, la prima macchina da caffé spaziale che lavora in microgravità non molto diversamente da quelle sulla Terra, come ci ha mostrato l'Ad e fondatore dell'azienda, David Avino.
«L'astronauta - ha spiegato - non farà nient'altro che aprire la porta, andare a staccare il sacchettino, inserire la cannuccia e gustare un buon caffé a 400 Km dalla Terra».

L'Italia dallo Spazio è proprio bella - «Vedere l'Italia è stata un'emozione intensa». Così, fluttuando a mezz'aria nella Stazione spaziale internazionale, l'astronauta dell'Esa ha descritto i suoi primi giorni in orbita e le sensazioni di vedere il nostro Paese dallo Spazio.
«Intanto è il mio Paese - ha detto - e quindi c'è un amore speciale ma poi l'Italia è proprio bella vista dallo Spazio. Sarà la forma molto caratteristica dello stivale, sarà che è molto luminosa o questa combinazione di montagne, di coste, di isole; è proprio bella, ti scalda il cuore».
«Tutte le sensazioni in generale qui sono belle - ha concluso Samantha - perché è una combinazione di aspetti divertenti e ludici. Basta che hai un secondo libero e ti lasci fluttuare, è una sensazione piacevole e divertente ma anche un ritmo di lavoro molto intenso, quindi è stimolante stare dietro a tutto quello che facciamo; un momento stai facendo scienza, poi manutenzione e soprattutto all'inizio, come nel mio caso, c'è molto da imparare per diventare efficienti e rapidi».