6 giugno 2020
Aggiornato 22:30
Contratto da 4,2 miliardi di dollari

Boeing, le aziende private alla conquista dello spazio

Lo spazio è sempre più aperto ai privati. L’americana Boeing sarà la prima azienda privata a realizzare per la NASA un’intera missione spaziale con equipaggio umano che comporta l’aggancio alla Stazione spaziale internazionale.

NEW YORK - La Nasa ha compiuto un altro passo avanti per la ripresa dei voli umani a partire dagli Stati Uniti verso la Stazione spaziale internazionale dal 2017, ordinando a Boeing - come parte del contratto da 4,2 miliardi di dollari Commercial Crew Transportation Capability del gruppo - la prima navicella spaziale passeggeri Crew Space Transportation (CST)-100.

Il primo contratto con Space X - l'altra azienda che ha firmato con l'agenzia spaziale statunitense un contratto dal 2,6 miliardi di dollari per la navetta Crew Dragon - dovrebbe arrivare invece a fine anno. Successivamente si deciderà quale delle due navicelle volerà per prima.

«Questo evento sarà annoverato nei libri dei circa 100 anni di aerospazio di Boeing e negli oltre 50 anni di storia di volo spaziale», ha commentato John Elbon, vice president e general manager della divisione Boeing's Space Exploration. «Non vediamo l'ora di dare inizio a una nuova era di esplorazione spaziale umana».

Boeing - ricorda una nota della società - è stata selezionata a settembre 2014 per costruire e far volare la prossima navicella spaziale passeggeri degli Stati Uniti, la Crew Space Transportation (CST)-100. Il Commercial Crew Transportation System (CCTS) viene sviluppato in collaborazione con il Commercial Crew Program della NASA con l'obiettivo di riprendere i voli nello spazio dagli Stati Uniti entro il 2017. Come parte del contratto con la Nasa, Boeing garantisce almeno due - e potenzialmente sei - voli, dopo avere completato la certificazione umana.

«L'azienda ha dimostrato con successo alla NASA che il Commercial Crew Transportation System ha raggiunto un'adeguata maturità del design per poter procedere all'assemblaggio, l'integrazione e le attività di test».

«Abbiamo in programma di volare nel 2017 e questo traguardo cruciale ci fa fare un altro passo avanti verso la piena maturità del progetto CST-100», ha dichiarato John Mulholland, vice president di Commercial Programs. «Il nostro approccio integrato e calibrato al design delle navicelle spaziali assicura prestazioni di qualità, eccellenza tecnica e diminuzione del rischio».

Il CST-100 è in grado di trasportare fino a sette passeggeri o un misto di equipaggio e merci verso destinazioni nell'orbita bassa terrestre, come la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) e la stazione Bigelow.

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