24 giugno 2017
Aggiornato 17:30
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Londra, May e Corbyn alla moschea sotto attacco. Fischi per l'una, applausi per l'altro

La premier britannica Theresa May, al termine della riunione di emergenza che si è svolta a Downing Street, ha visitato la moschea di Finsbury Park, nel Nord di Londra

ROMA -  Applausi per Jeremy Corbyn, ironiche frecciate a Theresa May: le reazioni dei londinesi dopo l'attacco nei pressi della moschea di Finsbury Park sembrano confermare il momento di idillio del leader laburista e il distacco dalla premier conservatrice, contestata nei giorni scorsi per la gestione dell'emergenza incendio alla Grenfell Tower. Corbyn si è recato due volte oggi alla moschea per esprimere solidarietà, dopo che un uomo a bordo di un furgoncino si è lanciato sui fedeli che stavano lasciando il luogo di culto, uccidendo una persona e ferendone otto, tutti musulmani. Poco dopo l'attacco il leader labour si è recato sul luogo e ha parlato con i servizi di soccorso, poi è tornato più tardi per parlare con i testimoni e gli abitanti del quartiere.

Le parole di Corbyn
«Un attacco ad una moschea, un attacco ad una sinagoga, un attacco a una chiesa è in realtà un attacco a tutti i noi», ha detto il numero uno del partito laburista, parlando a fianco dei capi della moschea, «dobbiamo proteggere mutualmente le nostre fedi, i nostri stili di vita, questo ci rende una società e una comunità forti». Parole accolte calorosamente dalla gente presente, che al suo ingresso dentro la moschea si è messa ad applaudire, mentre due uomini gridavano: «ti amiamo, Corbyn», e ancora: «ecco uno che sta con il popolo».

Niente applausi per la May
Tutt'altra la reazione alla visita di Theresa May, che si è recata a sua volta nel primo pomeriggio a Finsbury Park. Come riportano i media britannici, nel momento in cui la premier stava uscendo dal luogo di culto, un uomo che si era mischiato ai giornalisti si è messo a gridare: «Signora May, come mai ha fatto così in fretta? Le hanno dato un taxi personale, più veloce?» Chiara l'allusione alla prima reazione al devastante incendio a Kensington, che ha visto May indugiare prima di incontrare le vittime e i residenti del quartiere colpito. Contestazioni anche da un piccolo gruppo di astanti, con qualcuno che ha urlato «May vieni qua a parlarci», mentre altri scandivano «May deve dimettersi». Assieme alla premier c'era anche la responsabile della Metropolitan Police, Cressida Dick, che ha promesso ai frequentatori della moschea di proteggerli.