19 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Storico incontro

Obama e Abe a Pearl Harbor: alleanza Usa-Giappone pietra miliare della pace in Asia

Il premier giapponese ha fatto le condoglianze per l'attacco del 1941, anche se come prevedibile non ha chiesto scusa. Obama: allenaza con Giappone mai così forte

PEARL HARBOUR - Come era prevedibile, Shinzo Abe non ha chiesto scusa per i bombardamenti che poco prima delle 8 del mattino del 7 dicembre 1941 svegliarono tra le fiamme la base della marina militare americana a Pearl Harbor. Nemmeno Barack Obama lo aveva fatto quando lo scorso maggio si era recato a Hiroshima, primo presidente degli Stati Uniti ad andare laddove l'America sganciò la bomba atomica alla fine della guerra con il Giappone nel 1945.

Le condoglianze ma non le scuse di Abe
Nella sua storica visita non lontano da Honolulu, alle Hawaii, il premier giapponese ha però offerto le sue "più sincere condoglianze" per le oltre 2.400 persone tra militari e civili, donne e bambini che in quel giorno di 75 anni fa persero la vita spingendo gli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale. In una conferenza stampa congiunta con il 44esimo presidente Usa, che ha chiuso un giorno in cui ha fatto la storia, Abe ha chiesto al mondo intero di "non ripetere l'orrore della guerra». "Presidente Obama, popolo degli Stati Uniti e del mondo intero, in qualità di primo ministro del Giappone offro le mie più sincere ed eterne condoglianze alle anime di chi ha perso la vita in una guerra che è cominciata proprio qui"

"Alleanza mai stata così forte"
Le parole di Obama gli hanno fatto eco. Il legame forte sull'asse Washington-Tokyo "dimostra che anche le ferite peggiori della guerra possono portare a un'amicizia", ha detto il presidente americano. "L'alleanza tra Stati Uniti e Giappone, rafforzata da interessi e valori comuni, è la pietra miliare della pace e della stabilità nell'Asia del Pacifico ed è una forza per il progresso del mondo. L'alleanza non non è mai stata così forte".