19 giugno 2019
Aggiornato 02:30
«Nessuno credeva avrebbe vinto, tranne noi»

Putin nella conferenza stampa di fine anno: «Con Trump normalizzaremo i rapporti con gli Usa»

Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente Vladimir Putin ha toccato la questione delle relazioni con gli Usa, il nodo degli hacker e il rappporto con Trump

MOSCA - Tradizionale conferenza stampa di fine anno per il presidente russo Vladimir Putin davanti ai giornalisti russi e stranieri, in un momento difficile della sua presidenza, dopo l'attentato ad Ankara dell'ambasciatore Andrej Karlov e nel mese che doveva essere risolutivo per il problema siriano.

Economia
Primo punto toccato, la situazione economica. «La flessione del Pil russo nel 2016 sarà dello 0,5 o 0,6%», mentre il deficit pubblico sarà al 3,7% nel 2016, che per Putin «è un valore accettabile». Il capo di stato ha inoltre aggiunto che l'agricoltura russa, in pieno boom, crescerà del 4%. Sempre secondo il leader del Cremlino la fuga di capitali è stata significativamente frenata, e nel 2016 questa cifra ammontava a 16-17 miliardi di dollari. Inoltre Mosca chiude l'anno con un saldo positivo del commercio estero e mantiene il livello di riserve.

Sicurezza e difesa
Quindi, sicurezza e difesa. La Russia, ha detto Putin, ha compiuto già un «grosso lavoro per la modernizzazione» del suo «pacchetto nucleare». Sulla Siria, Putin ha dichiarato che la liberazione di Aleppo dai ribelli rappresenta una «parte cruciale, non solo della normalizzazione della situazione nel Paese, ma della regione nel suo complesso». I curdi «presumo che debbano agire nell'ambito del diritto internazionale», e comunque la Russia non intende «interferire negli affari interni dell'Iraq»

Trump
Tra i temi fondamentali, il rapporto con gli Stati Uniti e l'elezione di Donald Trump. Nessuno credeva che avrebbe vinto le presidenziali, tranne noi, ha detto Putin, sottolineando che ha saputo interpretare «l'umore della societ໫Reagan sarebbe felice di vedere i membri del suo partito vincere ovunque - ha detto Putin - sarebbe felice del nuovo presidente eletto che ha carpito i bisogni della gente e si è mosso in quella direzione. E' andato fino in fondo, sebbene nessuno credesse in lui, eccetto noi». Poi, rispondendo a una domanda sul suo successo presso una buona parte di repubblicani americani, il leader del Cremlino ha risposto: «Il merito non è mio, semplicemente simpatizzano con i nostri valori tradizionali».

Normalizzare i rapporti con gli Usa
Vladimir Putin non precisa quando sarà il primo incontro tra presidenti con Donald Trump, ma si dice sicuro che il tema chiave sarà «la normalizzazione dei rapporti con gli Usa». Il presidente ha precisato che concorda con Trump sul fatto che «peggio di così» le relazioni tra i due Paesi non sarebbero potute andare.

Nodo hacker
Gli hacker, craccando le email del Partito Democratico Usa hanno dimostrato, secondo Putin, che negli Stati Uniti viene «manipolata l'opinione pubblica». Sempre secondo il Leader del Cremlino le dimissioni del capo del Comitato nazionale dei democratici Usa dimostra la «correttezza delle informazioni rese pubbliche dagli hacker». Come noto a luglio alla vigilia della convention del Partito Democratico di Philadelphia, si è dimessa Debbie Wasserman Schultz, presidente del partito,dopo che erano stati resi noti i documenti e le email, trafugate dagli archivi del partito, che dimostravano una aperta avversità dei suoi responsabili nei confronti del candidato Bernie Sanders durante le primarie in cui Sanders è stato battuto da Hillary Clinton. Le email sono state pubblicate da Wikileaks, l'organizzazione fondata da Julian Assange.

Divisioni in Europa? Non affar nostro
Quanto ai rapporti con l'Europa, Mosca vorrebbe che la Ue fosse «un partner forte» che parla con «una sola voce», ma comunque le divisioni interne dell'Europa «non sono affar nostro»