2 dicembre 2021
Aggiornato 05:00
Consiglio UE

Josep Borrell: «Ecco cos'è la Bussola strategica per la difesa comune UE»

L'Alto rappresentante per la Politica estera: «Ho sottolineato fin dall'inizio che questo documento non è solo un altro documento di policy, ma che è una guida per l'azione, con concrete misure e tempistiche»

L'Alto Rappresentante per Politica estera e di Sicurezza comune dell'Ue, Josep Borrell
L'Alto Rappresentante per Politica estera e di Sicurezza comune dell'Ue, Josep Borrell Unione Europea

BRUXELLES - Il vicepresidente della Commissione europea e Alto Rappresentante per Politica estera e di Sicurezza comune dell'Ue, Josep Borrell, ha presentato e discusso con i ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventisette, a Bruxelles, la «Bussola strategica», un nuovo documento per la costruzione di un embrione di Difesa comune UE complementare alla Nato.

La proposta iniziale della «bussola» sarà ora oggetto di discussioni in vari gruppi di lavoro del Consiglio Ue, di cui Borrell terrà conto nell'elaborare il testo finale, che poi sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio stesso a marzo.

In una conferenza stampa ieri pomeriggio, al termine della due giorni di Consiglio Ue, Borrell ha spiegato che cos'è la «Bussola strategica». Nelle discussioni con i ministri ieri e oggi, ha detto, «ho sottolineato fin dall'inizio che questo documento non è solo un altro documento di policy, ma che è una guida per l'azione, con concrete misure e tempistiche».

«Se vogliamo parlare di difesa - ha osservato l'Alto Rappresentante - dobbiamo parlare di sfide o minacce, perché ci si difende da qualcosa. Quindi la prima cosa di cui c'è bisogno è una valutazione solida dell'ambiente strategico. Questa valutazione è stata fatta, e la conclusione è che in generale ci troviamo in un ambiente di instabilità, con conflitti transnazionali che minacciano la nostra sicurezza, e tattiche di tipo ibrido come quelle che sperimentiamo oggi alla frontiera con la Bielorussia».

«Qualche mese fa - ha continuato Borrell - non ce lo saremmo neanche immaginato, e credo che sia fondamentale ricordare che la differenza di fondo tra guerra e pace diventa sempre più vaga: il mondo è pieno di situazioni ibride in cui ci troviamo davanti a dinamiche e interventi intermedi di competizione, intimidazione, coercizione. E' quello che vediamo oggi alla frontiera con la Bielorussia, che illustra quello che avevamo detto in precedenza: che siamo davanti a una guerra ibrida, con tante sfumature di grigio tra il bianco della pace e il nero dei conflitti classici"; una situazione «in cui tutto viene trasformato in armi, come ho scritto nella mia Introduzione alla Bussola strategica».

La Bussola, ha indicato l'Alto Rappresentante, propone quattro punti: azione, sicurezza, investimenti e parteneriati.

«Innanzitutto - ha spiegato Borrell -, agire più rapidamente e in modo più robusto davanti alle crisi, essere più flessibili, e adottare un mandato più robusto e modulare (cioè adattato alle circostanze, ndr) per le nostre missioni. In questo contesto, propongo di sviluppare delle capacità di rapido intervento europeo che permetterebbero di dislocare rapidamente delle forze modulari fino a 5.000 uomini. Le missioni determinano la forma e le capacità, e queste capacità devono essere preparate insieme, con un addestramento comune, in modo da migliorare l'interoperabilità e la preparazione la prontezza».

«La seconda cosa importante - ha proseguito l'Alto Rappresentante - è garantire la sicurezza: dobbiamo rafforzare la nostra resilienza, la nostra capacità di proteggere l'Unione e i suoi cittadini dei nuovi tipi di attacchi ibridi. Per questo abbiamo proposto un nuovo strumentario contro questo tipo di attacchi ('hybrid toolbox', ndr), per assicurare una risposta meglio coordinata, e per individuare eventuali tentativi di manipolazione e interferenze straniere. Il cyberspazio e lo spazio in generale saranno i nuovi campi di battaglia di questi nuovi attacchi ibridi, e dobbiamo essere pronti a combattere queste battaglie, nel cyberspazio, a livello marittimo e nello spazio».

Terzo punto, «gli investimenti. Se dobbiamo agire - ha rilevato Borrell - abbiamo bisogno di capacità. Con la Bussola abbiamo individuato le lacune nelle nostre capacità critiche, che ancora esistono e che dobbiamo colmare. Dobbiamo essere pionieri nell'innovazione tecnologica, ridurre la frammentazione e la dipendenza dei nostri mercati della Difesa, aumentare le nostre capacità industriali di produrre gli strumenti di cui abbiamo bisogno per essere all'avanguardia nelle nuove tecnologie militari».

«Infine - ha aggiunto l'Alto Rappresentate - c'è il partenariato: proponiamo una nuova strategia, una nuova collaborazione con la Nato per la Sicurezza e la Difesa. Ne abbiamo parlato con il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, durante il nostro pranzo di lavoro oggi, e tutti hanno sottolineato la necessità di rafforzare la nostra cooperazione con la Nato; perché la Bussola strategica è un modo per rendere la Nato più forte, rendendo più forte l'Unione europea, come hanno detto il presidente Usa Joe Biden e il presidente francese Emmanuel Macron».

«Per noi, questa è una pietra angolare che ci permetterà di aumentare le capacità dell'Unione europea, e questo è a sua volta un modo di aumentare e rafforzare la sicurezza globale e i legami transatlantici assieme alla Nato, in modo complementare». Questo significa per l'Ue poter «utilizzare le proprie capacità da sola se necessario e assieme alla Nato se possibile», ha sottolineato Borrell.

L'Alto Rappresentante ha insistito su questo punto: «Se una cosa è complementare a un'altra, questo significa che non sono la stessa cosa: essere complementare alla Nato significa che l'Unione europea non consiste solo in quei suoi Stati membri che sono anche membri della Nato, ma è un'Unione con l'ambizione di costruire una propria politica di sicurezza e difesa comune, al fine di utilizzare le proprie capacità da sola, se necessario, e insieme se è possibile».

«I ministri - ha detto ancora Borrell - hanno sottolineato il fatto che il nostro approccio deve essere complementare alla Nato, certamente, che deve essere di beneficio per la Nato, certamente, e che deve evitare le duplicazioni. Certamente, ma le duplicazioni - ha puntualizzato - devono essere evitate da entrambe le parti: ovvero da una parte nei confronti dell'altra e viceversa; e questo approccio deve essere coerente. Io credo - ha rivendicato l'Alto Rappresentante - che questo sia pienamente garantito dal testo che ho presentato».

«Concretamente, la Bussola indica perché abbiamo bisogno di una Unione più forte, che sia pronta a proteggere i cittadini, i valori e gli interessi europei, migliorando la nostra responsabilità strategica, o la nostra autonomia strategica se vogliamo chiamarla così, e la nostra capacità di lavorare con i nostri partner per salvaguardare questi nostri valori e interessi».

«Questa impostazione - ha riferito Borrell - è stata ampiamente appoggiata dai ministri, che hanno espresso la loro disponibilità a lavorare per arrivare all'adozione della Bussola strategica al Consiglio di marzo. Nel frattempo, da adesso a marzo io presenterò almeno due nuove bozze, che incorporeranno i risultati delle discussioni che avranno luogo in vari gruppi di lavoro nel Consiglio Ue».

In generale, ha sintetizzato l'Alto Rappresentante, «gli Stati membri si sono espressi a favore dell'approccio basato sulle capacità di difesa, e sulla necessità di affrontare le sfide ibride e di impegnarsi con i partner. La cosa importante ora è essere in grado di tradurre l'ambizione in azioni; ed è per questo - ha concluso - che la Bussola ha un calendario chiaro e un processo di revisione che ci permetterà di raggiungere questi obiettivi e di attuarli».

I ministri dei Ventisette, infine, hanno avallato oggi un mandato negoziale per un accordo amministrativo fra l'Agenzia europea della Difesa, presieduta da Borrell, e il Dipartimento della Difesa statunitense, con l'obiettivo di approfondire la cooperazione transatlantica lanciando un dialogo dedicato anche in quest'area.

(con fonte Askanews)