27 novembre 2020
Aggiornato 00:00
Stati Uniti

USA 2020, perchè il 4 novembre non sapremo chi ha vinto le elezioni

La pandemia di coronavirus ha spinto molti, soprattutto gli elettori democratici, a preferire il voto per posta. Perciò un ritardo nel conteggio dei voti è molto probabile

Il Presidente americano, Donald Trump
Il Presidente americano, Donald Trump ANSA/EPA

Il mondo rischia di aspettare giorni, o anche settimane, per sapere chi ha vinto le elezioni presidenziali americane tra Donald Trump e Joe Biden dopo la chiusura dei seggi il 3 novembre. Gli elettori americani che hanno espresso il loro voto in anticipo, per posta o di persone sono già a oggi oltre 28 milioni, secondo il sito election Project, su 239 milioni d aventi diritto. E molti altri milioni andranno a votare prima del 3 novembre in vari stati che aprono in questi giorni le loro urne in anticipo. La pandemia di coronavirus ha spinto molti, soprattutto gli elettori democratici che sono più sensibili a temi di salute pubblica, a preferire il voto per posta. Perciò un ritardo nel conteggio dei voti è molto probabile.

Solitamente il risultato del voto viene dichiarato la sera stessa. Le prime urne a chiudere saranno quelle della East Coast, alle 19 locali, l'una italiana, e lo spoglio partirà subito, anche se per la chiusura dei seggi sulla costa del Pacifico occorrerà aspettare altre tre ore. I media «chiamano» un singolo stato quando ritengono che il margine di vittoria di un candidato sull'altro sia insormontabile. E' una previsione, non un risultato definitivo, così come quella sull'intera elezione. I presidenti Usa non vengono decisi dal voto popolare, ma dalla vittoria in un numero sufficiente di stati, ciascuno stato esprime un certo numero di «grandi elettori», basato a spanne sulla popolazione. Per andare alla Casa Bianca occorre avere dalla propria almeno 270 grandi elettori.

Nel 2016, Donald Trump fu «chiamato» vincitore alle 8.30 italiane, dopo che la vittoria in Wisconsin lo portò oltre la soglia dei 270 voti elettorali.

Fino a qualche anno fa il voto postale era riservato a poche categorie di elettori, gli ultrasessantacinquenni, i malati, i temporaneamente non residenti, ma oggi la pratica del voto per posta è ampiamente diffusa. Nelle elezioni 2016 circa un quarto dei voti fu espresso per posta. In vista del 3 novembre si stima che i voti per posta saranno almeno 80 milioni, oltre il doppio del 2016.

Voto postale, la Corte Suprema respinge il ricorso dei Repubblicani

La Corte Suprema respinge il ricorso presentato dal partito Repubblicano e conferma che i voti espressi per posta in Pennsylvania per l'elezione del Presidente sono validi anche se arrivano fino a tre giorni dopo la data del voto.

La decisione conferma la sentenza della Corte Suprema dello stato della Pennsylvania contro la quale i legali del GOP avevano presentato ricorso sostenendo che i voti espressi per posta potevano essere considerati validi solo se arrivati prima della chiusura delle urne.

Determinante per la decisione il voto del presidente della Corte John Roberts.