7 maggio 2021
Aggiornato 09:00
Stati Uniti

Presidenziali USA, 11 Senatori Repubblicani vogliono opporsi ai risultati delle Collegio elettorale

La prossima settimana il Congresso si riunirà in sessione congiunta per ratificare la vittoria del presidente eletto Joe Biden. Lo riferiscono i media del Paese

Presidenziali USA, 11 Senatori Repubblicani vogliono opporsi ai risultati delle Collegio elettorale
Presidenziali USA, 11 Senatori Repubblicani vogliono opporsi ai risultati delle Collegio elettorale White House

Undici senatori Repubblicani stanno progettando di opporsi ai risultati del Collegio elettorale delle elezioni presidenziali americane di novembre la prossima settimana, quando il Congresso si riunirà in sessione congiunta per ratificare la vittoria del presidente eletto Joe Biden. Lo riferiscono i media del Paese.

«Il Congresso dovrebbe nominare immediatamente una Commissione elettorale, con piena autorità investigativa e di accertamento dei fatti, per condurre una revisione di emergenza di 10 giorni sui rendiconti elettorali negli stati contesi», ha detto un gruppo di undici senatori in una dichiarazione congiunta, citata dai media.

Sette membri in carica e quattro eletti della camera alta si sono espressi a favore dei singoli stati che valutano i risultati della commissione e, se necessario, tengono una sessione legislativa speciale per certificare i risultati elettorali adeguati.

«Di conseguenza, abbiamo intenzione di votare il 6 gennaio per respingere gli elettori degli stati contesi come non 'regolarmente dati' e 'legalmente certificati' (il requisito statutario), a meno che e fino a quando la verifica di emergenza di 10 giorni non sarà completata», hanno aggiunto.

I senatori Ted Cruz, Ron Johnson, John Kennedy e Marsha Blackburn sono tra i firmatari.

Congresso supera veto Trump su budget per la difesa

Il Congresso degli Stati Uniti ha superato il veto posto dal presidente Donald Trump sul budget per la Difesa, la prima volta in quattro anni di presidenza. Il Senato a maggioranza repubblicana, che si è riunito in un'insolita seduta di Capodanno per il dibattito, ha approvato la legge di spesa da 740 miliardi, dopo che anche la Camera lo aveva fatto giorni prima.

Il Senato ha approvato il testo con 81 voti a favore e 13 contrari, ottenendo più dei due terzi di voti necessari per superare il veto presidenziale.

Trump aveva obiettato contro le politiche per limitare il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e dall'Europa e per la rimozione dei nomi dei leader Confederati dalle basi militari americane.

Poco prima dell'inizio del dibattito il leader dei Repubblicani al Senato Mitch McConnell aveva dichiarato di essere determinato a far approvare la legge.

Trump, che aveva criticato inoltre un passaggio sulla responsabilità delle compagnie tecnologiche ha twittato: «Il nostro Senato Repubblicano ha perso l'opportunità di liberarsi della Section 230, che dà poteri illimitati alle compagnie Big Tech. Patetico!"

Atti vandalici contro la casa di Nancy Pelosi

Le case dei due membri di più alto rango del Congresso Usa, la presidente della Camera Nancy Pelosi e il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell, sono state oggetto di atti vandalici, dopo che il Senato ha bloccato venerdì una proposta per aumentare a 2.000 dollari i sostegni per milioni di americani. Lo riferisce la Cnn.

La casa di McConnell a Louisville è stata dipinta con scritte e graffiti. «Il vandalismo e la politica della paura non hanno posto nella nostra società. Io e mia moglie non siamo mai stati intimiditi. Speriamo solo che i nostri vicini a Louisville non siano stati troppo disturbati da questo capriccio radicale», ha detto McConnell in una dichiarazione.

Anche una casa a San Francisco appartenente a Nancy Pelosi è stata vandalizzata, secondo il dipartimento di polizia di San Francisco. «I sospetti non identificati hanno dipinto graffiti sulla porta del garage e hanno lasciato la testa di un maiale sul marciapiede», ha detto il dipartimento di polizia in una dichiarazione ottenuta dalla Cnn.

I due episodi separati arrivano dopo che i Democratici del Senato e il senatore indipendente Bernie Sanders hanno spinto, senza successo, per un voto del Senato sull'aumento a 2.000 dollari dei sostegni ai cittadini americano.