15 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

Lavrov: «L'UE? Aggressiva e russofoba»

Il ministro russo al vertice OCSE: «Sanzioni controproducenti, ma Mosca continuerà sulla linea della reciprocità»
Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov
Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov (ANSA)

MILANO - La gran parte degli stati che hanno partecipato al summit Osce in corso a Milano hanno sottolineato nel corso degli incontri bilaterali con la Russia quanto le sanzioni siano «controproducenti». Lo ha spiegato in conferenza stampa a Milano Sergej Lavrov, ministro degli Esteri della Russia, in occasione del venticinquesimo summit Osce. Il capo della diplomazia di Mosca ha sottolineato che le sanzioni sono considerate «controproducenti, se non per la maggioranza degli stati, per molti dei partecipanti. Non solo per i colleghi italiani. Per tutti, anche per chi le introduce».

SANZIONI RECIPROCHE - Lavrov ha poi ribadito che Mosca porterà «avanti» la sua linea sulle «politiche sanzionatorie reciproche», avviando «una sorta di spirale». Lavrov ha poi aggiunto che a suo avviso «la Ue si comporta in maniera aggressiva e russofoba, noi faremo in modo di ridurre la dipendenza economica in campi che possano essere oggetto di sanzioni».

SITUAZIONE KOSOVO - La situazione nei Balcani e soprattutto in Kosovo «solleva preoccupazioni», ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, denunciando un ruolo «destabilizzante» dell'UE e della NATO, in un'intervista. Il ministro russo ha anche invocato un «ritorno alla normalità» del dialogo greco-russo, proprio mentre il primo ministro greco Alexis Tsipras è in visita a Mosca. Le buone relazioni tradizionalmente mantenute da Grecia e Russia sono diventate tese con l'espulsione, a luglio, di diplomatici russi, accusati dalla Grecia di tentare di sabotare la soluzione della disputa tra Atene e Skopje sulla Macedonia. Su questo tema come su altri nella regione, Lavrov chiama in causa «azioni» della NATO e dell'UE «che portano a un'ulteriore destabilizzazione e ad aumentare la tensione».​​​​​​​
Lavrov ritiene che «il principale obiettivo della destabilizzazione resti il Kosovo», soprattutto in considerazione dei piani delle autorità del Kosovo di costruire un esercito regolare.

​​​​​​​OPPOSIZIONE DI MOSCA - Gli Stati Uniti hanno espresso sostegno per il piano, ma questa posizione non è condivisa da altri alleati e il progetto è stato giudicato inappropriato dal Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Lavrov ribadisce inoltre l'opposizione di Mosca alla «frettolosa integrazione nella NATO» dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia orchestrata da Washington. Combattuta in entrambi i Paesi dalla destra nazionalista, l'accordo raggiunto a giugno tra Atene e Skopje per risolvere il loro litigio di un quarto di secolo sull'uso del nome di Macedonia deve sollevare la serratura greca all'integrazione euro-atlantica dal piccolo stato balcanico.