14 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Pacchi bomba agli oppositori di Trump, arrestato il sospetto attentatore

Si chiama Cesar Sayoc e ha 56 anni. Anche il presidente lo condanna: «Atto terroristico, gli diano la pena massima». Per ora recuperati tredici ordigni
Il direttore dell'Fbi, Christopher Wray, alla conferenza stampa dopo l'arresto di Cesar Sayoc
Il direttore dell'Fbi, Christopher Wray, alla conferenza stampa dopo l'arresto di Cesar Sayoc (Shawn Thew | EPA)

WASHINGTON – Un uomo è stato arrestato per i pacchi contenenti ordigni potenzialmente esplosivi, inviati in questi giorni, negli Stati Uniti, a politici democratici (tra cui l'ex segretario di Stato, Hillary Clinton, e l'ex presidente Barack Obama) e altre persone critiche con il presidente Donald Trump. Lo hanno riferito le forze dell'ordine ai media statunitensi. L'arresto è stato effettuato in South Florida, dove si erano concentrare le indagini nelle ultime ore. Sono stati intercettati due pacchi, inviati al senatore Cory Booker e all'ex capo dell'intelligence, James Clapper, che si sono aggiunti ai dieci bloccati tra lunedì e ieri. Per Clapper, non ci sono dubbi che si tratti di «terrorismo interno». L'uomo arrestato si chiama Cesar Sayoc e ha 56 anni, sospettato di aver creato e inviato i pacchi, dopo l’esame del Dna, delle impronte digitali.

La condanna del presidente Trump
Il presidente americano Donald Trump ha qualificato come «atto terroristico» l'invio di pacchi bomba a suoi oppositori politici, invocando per il responsabile «la massima pena consentita dalla legge». Parlando dalla North Carolina a una decina di giorni dalle elezioni di metà mandato, l'inquilino della Casa bianca ha detto anche che «la violenza politica non deve mai essere permessa in America», promettendo «di fare tutto quello che è nella sua possibilità per fermarla».

Ultime risultanze dalle indagini
Il direttore dell'Fbi, Christopher Wray, ha spiegato che sono stati recuperati tredici pacchi bomba, ma non esclude che «possano esserci» altri pacchi sospetti «in transito». Dentro gli ordigni artigianali c’erano «un piccolo blocco, una batteria, fili, un materiale potenzialmente esplosivo e un tubo di Pvc».