18 ottobre 2019
Aggiornato 15:30
Stati Uniti

Si inasprisce la guerra dei dazi alla Cina: Trump impone l'aliquota del 10%

La Casa Bianca minaccia ulteriori misure in caso di rappresaglie, ma è costretta a rimodulare la lista dei prodotti

WASHINGTON - Dazi, si va avanti. Donald Trump tira dritto nel conflitto con la Cina, con l’imposizione di una aliquota al 10 per cento su beni importati dal Dragone per 200 miliardi di dollari. E da inizio 2019, ha annunciato la Casa Bianca, se non si troverà una soluzione condivisa, questi dazi saliranno al 25 per cento. Non solo, con una serie di annunci che rappresentano una chiara escalation del conflitto, gli Usa hanno ribadito la minaccia di imporre ulteriori dazi su altri 267 miliardi di dollari di beni cinesi ove Pechino dovesse procedere alle rappresaglie che aveva già minacciato.

Tolti dalla lista 300 prodotti
Al tempo stesso però, a riprova di quanto sia complessa questa vicenda, Washington ha rimodulato il suo intervenendo rimuovendo circa 300 prodotti dalla lista di beni colpiti, tra cui gli smart watch - cosa che appare il preannunciato occhio di riguardo per Apple - alcuni prodotti chimici, caschi da bici e seggioloni. Peraltro il fatto stesso di aver avviato la partita con dazi al 10 per cento, invece che subito al 25 per cento, rifletterebbe secondo alcuni osservatori la necessità di dare modo alle imprese Usa che producono in Cina di adattarsi o spostare la produzione altrove. E indirettamente è anche un segnale del possibile effetto boomerang di una guerra commerciale su vasta scala.

Borse asiatiche in rialzo
Intanto, a dispetto di quanto ci si attendeva, non si sono viste catastrofi nelle prime reazioni sulle Borse dell’Asia, posto che nelle passate sedute gli indici avevano già ampiamente anticipato la manovra Usa. A Tokyo si è perfino verificato un piccolo rally con il Nikkei 225 che ha chiuso al più 1,41 per cento. L’involata tuttavia potrebbe anche riflettere i nuovi rafforzamenti del dollaro che hanno preceduto l’ultima mossa degli Usa, stamattina il biglietto verde sale a 112,051 yen. Anche le Borse della Cina, dopo un avvio in ribasso si sono orientate su dinamiche quasi euforiche. Shanghai a tarda seduta segna un più 1,63 per cento, Hong Kong più 0,76 per cento. Lo scenario più probabile resta tuttavia quello di immediate manovre di rappresaglia di Pechino a fronte delle quali Trump ha già promesso di reagire a sua volta.