21 settembre 2018
Aggiornato 23:00

La politica di Trump funziona: l'economia Usa cresce a velocità record

Il Pil americano cresce del 4,2%, più delle previsioni: il tasso più alto degli ultimi quattro anni. Persino Repubblica è costretta a dare ragione alla Trumponomics
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (EPA/MICHAEL REYNOLDS)

WASHINGTON – Doveva creare un disastro. A dare retta a quello che raccontavano i giornaloni e i loro analisti durante l'ultima campagna elettorale per la Casa bianca, l'eventuale elezione di Donald Trump sarebbe equivalsa ad una specie di catastrofe per l'economia americana. Invece, il candidato repubblicano ha effettivamente conquistato la presidenza, e i risultati della sua politica si stanno rivelando diametralmente opposti alle attese: la crescita degli Usa sta accelerando ad un ritmo mai toccato negli ultimi anni.

Vola il Pil
L'economia statunitense, infatti, è cresciuta nel secondo trimestre del 2018 più di quanto previsto dagli analisti. Dalla seconda lettura del dato, diffusa dal dipartimento al Commercio, emerge che il Pil è salito al tasso annuale del 4,2 per cento, mentre gli analisti si aspettavano un +4,1%, come per la prima lettura. Il dato è il migliore dal +4,9% registrato nel terzo trimestre del 2014 ed è nettamente superiore al trimestre precedente, quando gli Stati Uniti avevano registrato un +2,2 per cento. Nel quarto trimestre del 2017 c'era stato un +2,9%, nel terzo un +3,2%, nel secondo un +3,1% e nel primo un +1,4 per cento. Ad aver fatto da traino al dato è stato il commercio: le esportazioni nette hanno contribuito per 1,17 punti percentuali, in rialzo dall'1,06 registrato in prima lettura. Le spese dei consumatori (da cui dipendono due terzi dell'economia Usa) hanno dato il loro contributo, grazie a una crescita del 3,8%, anche se il dato è in ribasso dal +4% della prima stima. Sul fronte aziendale, le imprese hanno continuato a spendere in modo robusto. Gli investimenti fissi non residenziali (riflesso di spese in costruzioni, attrezzature e proprietà intellettuale) sono cresciuti al tasso annuo dell'8,5%, rispetto al 7,3% della prima stima, dopo essere aumentati dell'11,5% nei primi tre mesi del 2018.

Il successo della Trumponomics
I numeri sono talmente inequivocabili che perfino un giornale non certo benevolo nei confronti di Trump, come Repubblica, è stato costretto a riconoscerlo, pubblicando un articolo dai toni trionfalistici. «Trump c'entra, perché a gonfiare la redditività delle aziende ha contribuito la sua riforma fiscale», scrive Federico Rampini. E ancora, sul commercio estero: «La durezza della tattica negoziale americana sta pagando: nel braccio di ferro in corso con diverse altre nazioni, sono queste ultime a dare i primi segnali di cedimento. Alla base c'è un dato di fondo che Trump e i suoi consiglieri hanno colto: gli Stati Uniti hanno il mercato più aperto alle importazioni, altri praticano il protezionismo da sempre, e quindi sanno di avere molto da perdere se il loro cliente numero uno alza le barriere a sua volta». Infatti l'accordo commerciale tra Usa e Messico è già stato annunciato e a breve, secondo lo stesso presidente, si unirà anche il Canada. Parlando alla stampa dalla Casa Bianca, Trump ha spiegato che le trattative con il Canada procedono e che Ottawa vuole essere parte di un nuovo accordo commerciale. Il leader Usa ha detto di avere parlato ieri con Trudeau, che fu tacciato come «debole» e «disonesto» da Trump successivamente al G8 ad alta tensione che si tenne in Quebec a giugno. «Non poteva essere più gentile di così», ha affermato Trump facendo riferimento alla telefonata con il premier canadese e sottolineando: «Mi ha chiamato lui». L'ottimismo del leader Usa, di cui dà notizia Cnbc, segue quello espresso dalla ministra canadese degli Esteri, Chrystia Freeland, e dallo stesso Trudeau, che non esclude che un'intesa possa essere siglata entro venerdì. Stando a Trump, l'accordo commerciale annunciato lunedì da Usa e Messico sta ricevendo «ottime recensioni» dalla nazione dell'America centrale.