16 novembre 2018
Aggiornato 15:00

Migranti bloccati su un mercantile respinti da Italia, Francia e Malta. Tocca a Tunisi

Il capitano di una nave mercantile che ha salvato 40 migranti, tra cui donne incinte, ha invitato le autorità di Tunisi a "intervenire con urgenza"
Migranti attraversano il Mediterraneo
Migranti attraversano il Mediterraneo (ANSA/FRANCESCO RUTA)

TUNISI - Il capitano di una nave mercantile che ha salvato 40 migranti, tra cui donne incinte, ha invitato le autorità di Tunisi a "intervenire con urgenza" per consentire l'attracco a Zarzis, nel Sud della Tunisia. La "Sarost 5", nave di rifornimento battente bandiera tunisina, attende da lunedì sera fuori Zarzis. "L'equipaggio della barca è moralmente e fisicamente esausto. Chiamiamo le autorità tunisine a intervenire con urgenza e ad accogliere questi migranti", ha detto telefonicamente alla France Presse il capitano di questa nave, Ali Hajji. "Stiamo facendo del nostro meglio per aiutare i migranti, alcuni dei quali sono malati, e corriamo il rischio di contrarre l'infezione", ha affermato.

Tocca a Tunisi
Partiti dalla Libia a bordo di un gommone, questi migranti - originari dell'Africa subsahariana e dell'Egitto - sono stati in mare cinque giorni prima di essere individuati in una data non specificata dalla nave Caroline III inviata da un centro di soccorso maltese. La nave aveva chiamato le guardie costiere di Italia, Francia e Malta "che hanno rifiutato di dare il benvenuto ai sopravvissuti, sostenendo che i porti più vicini si trovavano in Tunisia", hanno dichiarato mercoledì scorso ong tunisine. I migranti, tra cui otto donne, sono stati quindi presi in carico da "Sarost 5", ma l'attesa di una decisione sul loro destino "inizia ad essere molto lunga, a scapito del nostro lavoro", ha aggiunto Hajji.

Open Arms verso Maiorca
Intanto la nave della Ong spagnola Open Arms, che il 17 luglio ha recuperato al largo della Libia due cadaveri, quello di una donna e quello di un bambino, e salvato una donna camerunense rimasta tra le onde per 48 ore, si sta dirigendo verso il porto di Palma di Maiorca dove arriverà sabato 21 luglio. La scelta della Spagna come porto di attracco viene spiegata dal capitano della nave Marc Reig: "Abbiamo deciso che l'Italia non è un porto sicuro dopo le parole di Salvini, quando ha sostenuto che avevamo inventato ciò che era avvenuto nell'operazione di soccorso». "Abbiamo già avuto problemi in Italia e sembra ne avremo ancora, non lo consideriamo un porto sicuro. A Malta ci sono due Ong con le loro navi, e non possiamo andarci. La Libia nemmeno, evidentemente. E non consideriamo un porto sicuro nemmeno la Tunisia. Per questo resta l'unica opzione della Spagna». Racconta l'italiana Giovanna Scaccabarozzi, medico a bordo, a proposito della donna sopravvissuta: "Questa donna era in condizioni veramente critiche a causa di una grave ipotermia, probabilmente perché è rimasta in acqua per tanto tempo. Non sappiamo per quanto tempo, ma è sotto shock per ciò che le è successo». "Fortunatamente è rimasta cosciente fin dall'inizio e abbiamo iniziato subito la procedura per riscaldare il suo corpo e stabilizzarla".