20 ottobre 2018
Aggiornato 05:00

L'avvertimento di Marchionne sui dazi all'Ue: «Non fate la guerra a Trump...»

Sergio Marchionne dice la sua sui dazi di Trump e sulla 'vendetta' preparata dall'Ue. Che, a suo dire, non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra
Sergio Marchionne.
Sergio Marchionne. (Boris Roessler/dpa)

GINEVRA - È necessario evitare una guerra commerciale tra Usa e Ue, perché in uno scontro sui dazi alla fine vincerebbero gli Stati Uniti. Lo ha detto l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, al Salone dell'auto di Ginevra. «Calmatevi tutti - ha sottolineato Marchionne - fate andare avanti il processo, fateli parlare: qualcosa si risolve. Minacciare dazi con dazi non risolve assolutamente niente. Se io dovessi fare la guerra dei dazi fino alla fine vince l'America, basta guardare il bilancio economico: importa più di quanto esporta». Per Marchionne non preoccupano nemmeno le dimissioni del capo consigliere economico di Donald Trump, Gary Chon. «La posizione di Trump sui dazi - ha spiegato il numero uno di Fca - non poteva cambiare dopo due giorni. Cohn se ne è andato in maniera molto delicata, gli ha dato tempo fino alla fine del mese».

Prudenza
Marchionne è molto cauto sull'ipotesi che si arrivi a una guerra commerciale. «Siamo molto lontani da quella scelta - ha spiegato - non credo che il problema sarà quello lì. In quel caso ci deve essere il riconoscimento del fatto che una parte dell'amministrazione Trump vede questo come un problema fondamentale dell'economia americana e stanno cercando di raddrizzare delle posizioni che sono andate oltre i limiti nel passato».

Nessun giudizio, ma...
«Non voglio giudicare - ha aggiunto il numero uno di Fca - la qualità dell'intervento, ma la direzione si capisce. La semplice apertura del Nafta ha condizionato le scelte di investimento, senza che abbia fatto niente: lo ha aperto e la gente si è ridimensionata. Può essere che sia quello l'obiettivo del negoziato di Trump».

Coldiretti: ecco la vendetta dell'Ue
Intanto, la Coldiretti ha spiegato che la vendetta dell'Unione Europea consisterà nell'aumento dei dazi su 950 milioni di euro di importazioni agroalimentari dagli Stati Uniti, dai fagioli rossi al burro d'arachidi, dal bourbon whiskey al riso, dal tabacco ai sigari, dai mirtilli al succo d'arancia. L'analisi condotta si riferisce alle indiscrezioni emerse dal tavolo di lavoro della Commissione Europea per decidere le misure di ritorsione ai dazi di Trump sull'acciaio che potrebbero riguardare anche prodotti agroalimentari a stelle e strisce. Insieme ad acciaio, abbigliamento e scarpe, l'Unione Europea si prepara - sottolinea la Coldiretti - a colpire alcuni prodotti piu' rappresentativi della cultura alimentare del Made in Usa. I prodotti agroalimentari - precisa la Coldiretti - pesano circa 1/3 del totale di 2,8 miliardi di valore delle merci nel mirino di Bruxelles. La guerra commerciale nel piatto con gli Stati Uniti mette a rischio - continua la Coldiretti - circa 4 miliardi di export agroalimentare Made in Italy con le esportazioni di cibo e bevande che sono aumentare del 6% nel 2017. Gli Usa - continua la Coldiretti - si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. Il vino - conclude la Coldiretti - risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta.