11 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

Se per Trump Cina e Russia sono la minaccia più grande

Il Pentagono ha presentato la nuova strategia di difesa Usa, che individua, prima ancora che il terrorismo, Russia e Cina come prima minaccia per gli States
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping (EPA / Ernesto Arias)

NEW YORK - A esattamente un anno dall'inizio della presidenza di Donald J. Trump, il Pentagono presenta la nuova strategia di difesa nazionale degli Stati Uniti. Lo aveva fatto anche l'anno scorso, lanciando, peraltro, un segnale di cambiamento importante: perché, se la Russia era sempre stata indicata, negli anni obamaiani, tra le principali minacce per gli Stati Uniti, Trump, in conformità con quanto promesso in campagna elettorale, aveva invece posto l'accento sul terrorismo islamico e l'Iran. Ora, a un anno di distanza, acqua sotto i ponti ne è passata: il suo ex consigliere sulla sicurezza nazionale Michael Flynn è nelle mani del procuratore Mueller per l'indagine sul Russiagate, e il Presidente, attaccato anche dal suo ex stratega Steve Bannon, pare aver dovuto almeno momentaneamente arrendersi agli apparati, decisamente contrari a un disgelo con Mosca. Una retromarcia che si riflette anche nella nuova strategia di difesa, dove il pericolo primario non è più il terrorismo, con lo Stato Islamico in netta ritirata sui fronti mediorientali, ma la competizione con le altre potenze mondiali. «Altre potenze» significa soprattutto Russia e Cina.

Competizione strategica tra gli Stati
«La competizione strategica tra gli Stati, non il terrorismo, è ora la principale preoccupazione per la sicurezza nazionale statunitense» si legge nel sommario del nuovo piano. Presentando la strategia ai giornalisti, il segretario alla Difesa, James Mattis, ha detto che «le priorità dell'America sulla sicurezza si stano spostando dal terrorismo verso un ritorno alla competizione tra grandi potenze con Cina e Russia». Mattis ha definito Cina e Russia sono «potenze revisioniste", che cercano di "creare un mondo coerente con i loro modelli autoritari". Il documento, inoltre, identifica tre teatri principali su cui si concentreranno gli Stati Uniti: la zona indo-pacifica, l'Europa e il Medio Oriente.