18 agosto 2019
Aggiornato 23:00
Germania

Germania, il ritorno della Grande Coalizione: dopo 12 anni Merkel ancora al potere grazie a Schulz

La maratona negoziale tra i cristiano-democratici (Cdu) e i social-democratici (Spd) ha fruttato un'intesa che dovrebbe consentire a Merkel di restare al potere

BERLINO - La cancelliera tedesca Angela Merkel ha promesso oggi un "nuovo inizio" in Europa dopo l'accordo di principio con i socialdemocratici di Martin Schulz per un nuovo governo in Germania. "Il mondo non ci aspetta, abbiamo bisogno di un nuovo inizio in Europa", ha detto la cancelliera in una conferenza stampa a Berlino, promettendo che la Germania "troverà soluzioni con la Francia" per raggiungere questo obiettivo. "Un nuovo inizio per l'Europa è anche un nuovo inizio per la Germania", ha aggiunto Merkel. Secondo il testo dell'accordo di governo firmato da Cdu/Csu e i Socialdemocratici (Spd), il nuovo esecutivo "rafforzerà" e "riformerà" l'eurozona con la Francia per renderla più resiliente alle crisi. Sulla base di questo testo, la Merkel ha precisato di volere "la creazione di un governo solido".

Così la Merkel si assicura il trono
La maratona negoziale durata oltre 24 ore tra i cristiano-democratici (Cdu) affiancati dagli affiliati bavaresi della Csu e i social-democratici (Spd) ha fruttato un'intesa di principio che dovrebbe permettere ad Angela Merkel di restare al potere. Questo primo accordo è stato vidimato dai vertici dei tre partiti, ma i principali ostacoli sembrano essere stati superati. Secondo il quotidiano Bild, la svolta è arrivata quando il fronte conservatore ha ceduto sulla questione dei contribuiti assicurativi per la copertura sanitaria, la più pressante delle richieste del leader della Spd, Martin Schulz, che già aveva faticato ad accettare di trattare per una nuova Grande Coalizione. In sostanza, sarebbe passato il ritorno al sistema per cui i contributi verranno pagati in modo uguale dal lavoratore e dal datore di lavoro.

Il tetto da 200mila migranti
In cambio, i socialdemocratici avrebbero accettato un compromesso sulla questione dei migranti, ovvero un tetto di 200mila ingressi l'anno per i nuovi rifugiati. Secondo le indiscrezioni raccolte dall'agenzia Dpa, inoltre, i ricongiungimenti familiari permessi saranno nell'ordine dei 1.000 mensili, con un "rallentamento" che va incontro alle richieste della bavarese Csu. Altri punti del compromesso che sembra aprire la strada alla formazione di un nuova Grosse Koalition sono il mancato aumento della massima aliquota di imposta, contrariamente a quanto chiedeva l'Spd. C'è anche un accordo di principio sull'obiettivo di rafforzare l'eurozona, come documentato via Twitter da una deputata Cdu, Dorothee Bär, che ha postato una foto del protocollo di intesa.

Schulz: "Risultati eccellenti"
"Sapevamo che avremmo dovuto scendere a compromessi" ma "abbiamo raggiunto risultati eccellenti", è stato il primo commento di Schulz. Con il nulla osta delle istanze dirigenti dei tre partiti il compromesso raggiunto dovrebbe permettere alla prima economia europea di uscire dall'impasse a tre mesi e mezzo dalle legislative. E assicurare a Merkel un quarto mandato dopo dodici anni al potere.

Si decide tutto il 21 gennaio
Ma nulla è ancora definitivo. Sul versante social-democratico, la decisione di entrare in un nuovo governo di coalizione con i conservatori deve ottenere anche il via libera dei delegati di partito al congresso straordinario del 21 gennaio, dall'esito difficilmente prevedibile. Poi saranno avviati negoziati dettagliati per un programma di coalizione: nel migliore dei casi, a Berlino non ci sarà un governo prima della fine di marzo.

Macron "felice e soddisfatto"
Il presidente francese Emmanuel Macron, che punta a rilanciare le istituzioni europee, si è detto "felice e soddisfatto" dell'accordo trovato in Germania tra conservatori e socialdemocratici, che potrebbe far uscire Berlino da un lungo periodo di incertezza. "Sono felice e soddisfatto che Merkel possa avanzare verso un governo di coalizione e che è atteso dall'Europa e dalla Francia", ha dichiarato Macron durante una conferenza stampa congiunta a Parigi con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

Meloni: "Scandaloso, Italia campo profughi d'Europa"
Prendono posizione anche alcuni politici italiani, come Giorgia Meloni che grida allo scandalo: "Scandaloso. La Germania trova l'intesa per le larghe intese tra CDU e SPD sulle spalle dell'Italia, cancellando l'accordo per l'assorbimento dei migranti che sbarcano sulle nostre coste. Ecco la famosa credibilità dell'Italia che ci avrebbero garantito i governi fantoccio degli ultimi anni». Per colpa della "debolezza e dell'irresponsabilità del PD" l'Italia rischia di essere sempre più sola e di diventare il "campo profughi" dell'Unione Europea. "Per fortuna con Fratelli d'Italia al Governo il problema sarà risolto alla base: zero sbarchi, zero immigrazione irregolare e zero quote di immigrati da ridistribuire".

Fratoianni: "LeU come Linke, sinistra sta da un'altra parte"
"In Germania come in Italia, quella delle "grandi coalizioni" o delle "larghe intese" è la scelta di un pateracchio perdente, è una scelta di conservazione. È l'opzione a tutela degli interessi di pochi, oggi dominanti. Ecco perché la sinistra, in Germania con la Linke, in Italia con Liberi e Uguali, oggi è da un'altra parte fuori dal coretto dei tifosi plaudenti. Impegnata invece a costruire un'alternativa, per cambiare tutto, a favore dei molti." A parlare è il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, esponente di Liberi e Uguali. Secondo il quale "i provinciali tifosi italici della riedizione, fuori tempo massimo, della Grosse Koalition a Berlino temo che con il loro entusiasmo corrano troppo frettolosamente alle conclusioni".

"Socialdemocrazia ruotino di scorta di Merkel"
"Dico questo - prosegue il leader di SI - perché, nel merito, l'accordo raggiunto tra i negoziatori socialdemocratici e democristiani prevede limitatissimi risultati sul versante del Welfare (qualcosina su pensioni, congedi parentali e asili nido) e una vera e propria resa, culturale e politica, alle posizioni più arretrate in materia di diritto d'asilo e immigrazione. Su questo terreno vincono le posizioni dei più reazionari esponenti della CSU bavarese, ormai votati all'inseguimento perdente dei populisti di estrema destra». Ma soprattutto perché, con questo accordo, - insiste l'esponente di Leu - la socialdemocrazia tedesca si arrende definitivamente al ruolo di ruotino di scorta di una Merkel in declino, incapace di offrire risposte innovative alle presenti drammatiche contraddizioni e alle future sfide epocali che la Germania e l'Europa tutta devono affrontare: diseguaglianze sociali e territoriali, disequilibrio economico e finanziario, cambiamenti climatici e migrazioni. Su questi nodi invece tutto dovrebbe cambiare, nella politica europea, tedesca e italiana. "Ma forse è proprio questo il motivo che spiega i provinciali e infantili entusiasmi, diffusi nella destra e nel Partito Democratico nelle stanze dei palazzi romani".