16 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Attentato New York

Attentato a New York, Saipov spietato: «Orgoglioso dell'attacco, avrei voluto uccidere ancora»

Le parole di Sayfullo Saipov, il 29enne uzbeko che con il suo furgone ha falciato a morte 8 ciclisti, ferendone altre 12, lungo la pista ciclabile nel cuore di Manhattan

NEW YORK - «Avrei voluto uccidere ancora»: queste le parole di Sayfullo Saipov, il 29enne uzbeko che con il suo furgone ha falciato a morte 8 ciclisti, ferendone altre 12, lungo la pista ciclabile nel cuore di Manhattan. «Sono orgoglioso dell'attacco» ha detto agli investigatori che lo stanno interrogando in queste ore in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per le ferite riportate a seguito dell’incidente. L'uomo, ha rivelato il vice commissario di polizia John Miller, aveva pianificato l'attacco per settimane e nella preparazione dell'attentato avrebbe seguito le istruzioni impartitegli sul web dall'Isis. Nel furgoncino preso a noleggio sono stati rinvenuti diversi coltelli ed è stato confermato il ritrovamento di alcuni appunti scritti a mano in arabo, tra questi anche uno in cui si legge: «Lo Stato islamico durerà per sempre».

Già interrogato nel 2015 per sospetti legami con terroristi
Ciò che sta scatenando l'ira degli americani è che Saipov non era sconosciuto alle forze dell’ordine: nel 2015 era già stato interrogato dall’Fbi sui suoi possibili legami con sospetti terroristi. Il nome e l'indirizzo di Saipov vennero indicati come "punto di contatto" per due elementi inseriti nell'elenco dell'antiterrorismo perché arrivati da "Paesi minaccia». Uno dei due da allora è sparito ed è ricercato come "sospetto terrorista». La cosa non aveva però avuto seguito. Era arrivato negli Stati Uniti nel marzo del 2010, ed è legalmente negli Usa ha spiegato Miller. Dei 12 feriti dell'attacco di New York, tre sono stati rilasciati dall'ospedale, dove restano quindi 9 feriti. Alcuni degli altri restano in condizioni difficili ma stabili. Intanto il suo appartamento è stato perquisito: "Abbiamo effettuato perquisizioni durante tutta le notte e continueranno per tutta la giornata». Lo afferma l'agente dell'Fbi, William Sweeney. Gli agenti stanno setacciando anche il garage dell'abitazione, alla ricerca di materiale utile per le indagini. Nel suo computer è stato trovato materiale legato all'Isis. La moglie intanto sta parlando con gli investigatori e fornendo loro informazioni. Le indagini sono ancora nelle fasi preliminari.

Gli spostamenti
Secondo le prime ricostruzioni Saipov avrebbe vissuto per un breve periodo in Ohio, dove si sarebbe sposato con una ragazza uzbeka, poi si sarebbe spostato a Cincinnati nelle settimane seguenti al suo arrivo negli Stati Uniti e in Ohio avrebbe anche ricevuto la licenza per guidare camion. Dopo si sarebbe trasferito in Florida, a Tampa, e più di recente in New Jersey. E' fra questi due ultimi stati che si sarebbe diviso negli ultimi mesi. Saipov sarebbe poi divenuto autista per Uber: la società spiega che il killer ha superato tutti i controlli e ha lavorato per l'app di auto con conducente per 6 mesi, effettuando 1.400 corse.

Trump: "Basta con la lotteria della green card"
Durissima la reazione del presidente Donald Trump: «Il killer è entrato nel nostro Paese con la lotteria delle green card, ora basta» ha twittato. «Ci battiamo per permessi di immigrazione basati sul merito, dobbiamo diventare molto più severi». Pronta la replica del sindaco di New York Bill de Blasio che dice: «L’attacco non va politicizzato, è l’ultima cosa che il presidente o chiunque dovrebbe fare». Stessa linea per il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo: «Non è il momento di fare politica, non è il momento di fomentare l’odio, non bisogna incolparsi ma unirsi per un obbiettivo comune». «È stato un attacco ai nostri valori - ha sottolineato in una dichiarazione a poche ore dall'attentato sempre de Blasio - Non vediamo altre minacce a New York ma chiediamo a tutti di restare vigili». Un «atto codardo - ha ribadito il primo cittadino della Grande Mela - contro gli Stati Uniti, contro New York, contro i cittadini della città», ma i newyorkesi hanno dimostrato che non ci faremo abbattere e scoraggiare». «Sono orgoglioso - ha aggiunto - dei cittadini di New York e di tutto il Paese, che dimostrano forza nei giorni difficili. Il tentativo di indebolire il nostro spirito è fallito». «In termini di morti, questo è stato il peggiore attacco a New York dall'11 settembre» ha detto il capo della polizia di New York, James O'Neill.