24 settembre 2018
Aggiornato 23:30

Siria, forze filo-governative accerchiano l'ISIS nelle regioni desertiche centrali

Le truppe del regime siriano, sostenute dall'aviazione russa, hanno accerchiato i combattenti dello Stato Islamico nella zona del Badiya, vasta area semidesertica della Siria. Intanto l'ONU chiede una pausa nei combattimenti per far fuggire civili da Raqqa.
Siria, esercito assedia jihadisti Isis in vasta zona desertica
Siria, esercito assedia jihadisti Isis in vasta zona desertica (ANSA)

DAMASCO - Le truppe del regime siriano, sostenute dall'aviazione russa, hanno circondato completamente i combattenti dello Stato islamico (Isis) in una vasta regione centrale del deserto. Lo ha detto oggi l'Osservatorio siriano per i diritti umani, una ong vicina all'opposizione che conta su una vasta rete di attivisti in tutto il Paese.
Avanzando durante la notte, le truppe del presidente Bashar al Assad a nord ed sud della zona del deserto di Badiya si sono congiunte prendendo sotto il loro controllo Jabal Dahek, come ha detto l'Ong. Circondandoli, le forze governative hanno assestato un colpo "strategico" ai jihadisti dell'Isis, ha affermato l'Osservatorio che ha la sua sede a Londra.

COMBATTIMENTI VIOLENTI - Le forze di Damasco hanno combattuto per mesi per recuperare il Badiya, una zona che si estende dal centro del paese fino alle frontiere irachene e giordane controllato dagli uomini del Califfato dal 2014.
Combattimenti violenti erano ancora in corso ai due lati di Sukhnah, una delle principali città principali della zona desertica. La vittoria sull'Isis nella regione è vista come decisva per le speranze dell'esercito del regime di recuperare Deir Ezzor, l'ultima provincia siriana che rimane quasi completamente sotto il controllo degli uomini del Califfo Abu Bakr al Baghdadi.
I jihadisti hanno a lungo assediato le forze governative nel capoluogo di questa. Gli analisti ritengono che l'esercito siriano deve eliminare completamente l'Isis dalla parte centrale del deserto prima che possa attaccare Deir Ezzor, altrimenti le sue truppe sarebbero esposte.
Secondo Fabrice Balanche, un esperto sulla geografia siriana, il regime avrebbe più di metà del territorio del paese sotto il suo controllo se potesse cacciare l'Isis da al Badiya.

PAUSE NEI COMBATTIMENTI A RAQQA - Le Nazioni Unite hanno invocato «pause» nei combattimenti contro i miliziani jihadisti dello Stato Islamico a Raqqa per permettere ai civili di scappare da questa città siriana. Le Forze democratiche siriane (Fds) - alleanza arabo-curda sostenuta dagli Stati Uniti - hanno estromesso i miliziani jihadisti dal 60 per cento della città, sotto il controllo di questi ultimi dal 2014. L'Onu stima però in 25mila il numero dei civili ancora presenti in città.
«E' ora il momento di riflettere su possibilità, pause, che potrebbero agevolare la fuga dei civili», ha dichiarato Jan Egeland, il responsabile del gruppo di lavoro umanitario dell'Onu per la Siria, durante un punto stampa a Ginevra. Le persone di Raqqa «sono intrappolate in un labirinto mortale, in cui si trovano sotto il fuoco di tutte le parti», ha affermato a sua volta Amnesty International, secondo cui il numero di civili uccisi nei raid aerei della coalizione internazionale o nei bombardamenti delle Fds continua ad aumentare.