Libia

Libia, Cnn: Trump potrebbe presto rafforzare la presenza militare Usa

L'amministrazione Trump potrebbe mettere a punto nelle prossime settimane una nuova politica diplomatica e militare per la Libia, con un significativo aumento della presenza americana nel Paese del Nord Africa

Il presidente Usa Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (ANSA/AP Photo/Evan Vucci, File)

TRIPOLI - Lo scorso aprile, durante una conferenza stampa congiunta con il premier Paolo Gentiloni a Washington, Donald Trump sembrava aver nettamente escluso la possibilità che gli Usa ampliassero il proprio impegno in Libia, nonostante lo stesso Gentiloni si fosse pubblicamente augurato che la nuova amministrazione proseguisse il suo impegno nel Paese per concorrere alla sua stabilizzazione. Invito a cui il nuovo Presidente aveva opposto un inequivocabile «Abbiamo già fatto abbastanza», ringraziando l'Italia per il suo impegno nel Paese. Ma oggi, secondo la Cnn, lo scenario potrebbe cambiare inaspettatamente: perché l'amministrazione Trump potrebbe mettere a punto nelle prossime settimane una nuova politica diplomatica e militare per la Libia, con un significativo aumento della presenza americana nel Paese del Nord Africa.

L'obiettivo della strategia
Se approvata, la nuova strategia Usa avrebbe l'obiettivo di rafforzare il sostegno americano alla riconciliazione tra le fazioni rivali dell'Ovest e dell'Est del Paese e potrebbe portare alla riapertura dell'ambasciata statunitense e alla creazione di un centro di condivisione di intelligence guidato dalle forze speciali statunitensi. Washington starebbe anche valutando l'ipotesi di tornare a Bengasi, dopo l'attacco del 2012 costato la vita a quattro americani, tra cui l'ambasciatore Christopher Stevens, e di ristabilire un centro di coordinamento tra forze statunitensi e funzionari libici per facilitare la condivisione di informazioni nella lotta al terrorismo. Le truppe americane potrebbero anche avere compiti di addestramento e consulenza con le forze libiche.

Modalità
Se approvata, questa nuova politica prevederebbe l'invio in Libia di fino a 50 uomini, a rotazione, delle forze speciali. Negli ultimi anni piccoli contingenti di uomini dell'esercito e dell'intelligence Usa si sono recati più volte, per pochi giorni, in Libia per condividere informazioni con le controparti libiche, ha ricordato la Cnn. Ed è la prima volta, da quando Washington ha chiuso la propria ambasciata a Tripoli nel 2014, che l'amministrazione valuta una presenza più stabile nel Paese.

Difficoltà
Le fonti hanno tenuto a rimarcare come, a livello pratico, gli obiettivi di questa nuova strategia siano difficili da raggiungere. La sfida principale rimane quella di sostenere la nascita di un governo nazionale accettato sia dall'esecutivo di Tripoli, guidato da Fayez al Sarraj e riconosciuto dalla comunità internazionale, sia dall'Esercito nazionale libico di Kalifa Haftar, che controlla la zona orientale. E la nuova strategia Usa prevederebbe una più stretta cooperazione e condivisione di intelligence con Haftar. Se la condivisione di intelligence si concentrerebbe in gran parte sulla lotta al terrorismo, hanno conluso le fonti, gli Stati Uniti potrebbero anche fornire assistenza alla Libia per affrontare la crisi migratoria.