18 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
G20 di Amburgo

G20, Trump: da Russia comportamento destabilizzante. Occhi puntati su incontro con Putin

Una delle questioni geopolitiche di maggior rilievo che verranno affrontate al vertice G20 di Amburgo è quella dei rapporti tra Stati Uniti e Russia. E l'incontro di oggi tra Trump e Putin è stato anticipato da dichiarazioni ad alta tensione

AMBURGO - Una delle questioni geopolitiche di maggior rilievo che verranno affrontate al vertice G20 di Amburgo è quella dei rapporti tra Stati Uniti e Russia. Rapporti che, nonostante le aspettative, sono rimasti tesi anche sotto la presidenza di Donald Trump, che pure, durante la campagna elettorale, sembrava propenso a mettere in discussione le politiche di Barack Obama in questo campo. In effetti, l'incontro che oggi si terrà tra Trump e Putin è stato preannunciato da un botta e risposta ad alta, se non altissima, tensione, che attesta quanto ancora le posizioni delle due potenze appaiano inconciliabili.

Sanzioni
Il presidente russo Vladimir Putin ha criticato il protezionismo commerciale e le sanzioni economiche occidentali contro la Russia. Le sanzioni decretate contro Mosca dagli americani e dagli europei in conseguenza della crisi ucraina «non sono solo senza prospettiva, ma vanno contro i principi del G20 sulla cooperazione nell'interesse di tutti i paesi del mondo», si legge in un articolo a firma del presidente russo sul quotidiano economico tedesco Handelsblatt, nel quale auspica «relazioni commerciali aperte, basate su norme e standard uniformi»

Comportamento destabilizzante
Dal canto suo, Trump da Varsavia ha accusato la Russia di tenere un comportamento «destabilizzante» nell'Europa centrorientale. Il presidente Usa è ancora nel mirino delle indagini su possibili aspetti illegali nei rapporti tra il suo entourage e la Russia, circostanza che certamente non ha facilitato il tanto auspicato reset. L'incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump permetterà dunque di capire «il vero approccio» del presidente americano nei confronti della Russia, perché - ha dichiarato Dmitri Peskov, il portavoce del Cremlino - per ora a Mosca «le intenzioni di Washington restano poco chiare».

L'incontro Trump-Putin
Nel corso del loro incontro, secondo Peskov, i due leader «avranno modo di confrontarsi direttamente sulle questioni più importanti dell'attualità internazionale e la cosa più importante è che avranno modo di conoscersi, di capire quale sia il vero approccio personale a livello di relazioni bilaterali, non quello che riportano i media». Al momento del passaggio di testimone tra Barack Obama e Donald Trump sembrava questione di giorni, settimane al massimo. Ma per il primo faccia a faccia tra il 45esimo presidente degli Stati Uniti e il collega russo Vladimir Putin ci sono voluti sei mesi e ancora a poche ore dal tanto atteso faccia a faccia nei rapporti Usa-Russia, nessuno sa come andrà all'incontro di Amburgo.

Interferenze nelle elezioni
Da Varsava, Trump ha anche ipotizzato che effettivamente la Russia può avere interferito nelle elezioni presidenziali americane. Parole che suonano strane in bocca all'uomo considerato il beneficiario delle azioni hacker attribuite alla Russia, ma anche un modo per cercare di ridimensionare il peso del «Russiagate». Contemporaneamente, il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, che Putin conosce da tempo e prima di arrivare al Dipartimento di Stato con lui aveva ottimi rapporti personali, ha detto che gli Usa sono pronti a lavorare con la Russia per stabilire dei «meccanismi comuni» in Siria, comprese delle zone di esclusione aerea. Insomma, pronti a lavorare assieme sul terreno, malgrado le tensioni ufficiali seguite al recente abbattimento di un jet siriano da parte delle forze Usa e alle accuse americane nei confronti del regime di Bashar al Assad, accusato di preparare un nuovo attacco chimico contro gruppi ribelli.

Isteria
Da parte russa prevale la cautela, sia per la tendenza di Trump a cambiare linea continuamente, sia perchè il quadro è oggettivamente complicato. Secondo il Cremlino, le relazioni Mosca-Washington sono state prese in ostaggio dai problemi di politica interna dell'America, che hanno generato il «Russiagate». «Pura isteria», ha detto più volte Putin, ma intanto il grande disgelo con gli Usa non è ancora arrivato e a Mosca c'è anche chi teme che l'incontro di domani possa peggiorare le cose.