Immigrazione negli Usa

Usa, il muslim ban di Trump è in vigore, con nuovi criteri

Dopo un autentico braccio di ferro tra mondo politico e giuridico durato mesi, entra ufficilamente in vigore da oggi, ma soltanto parzialmente, il cosiddetto muslim ban, voluto dal presidente americano Donald Trump

Il presidente Usa Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (EPA/MICHAEL REYNOLDS)

WASHINGTON - Dopo un autentico braccio di ferro tra mondo politico e giuridico durato mesi, entra ufficilamente in vigore da oggi, ma soltanto parzialmente, il cosiddetto «muslim ban», voluto dal presidente americano Donald Trump, bocciato da due diversi tribunali e che prevede lo stop temporaneo agli ingressi da sei paesi a maggioranza musulmana, Iran, Somalia, Sudan, Yemen, Siria e Libia. Il divieto è stato parzialmente riattivato dopo che la Corte Suprema ha dichiarato di volerne verificare la costituzionalità: sarà valido per 90 giorni per i cittadini dei sei Paesi e per 120 giorni per i richiedenti asilo. Nella sua versione azzoppata il muslim ban prevede che non possano entrare negli Stati Uniti coloro che «non hanno relazioni strette con persone o entità negli Usa».

Quali gradi di parentela?
Ma ecco quali sono i punti che la Corte Suprema non ha chiarito e che potrebbero generare caos in queste settimane. Washington ha inviato delle linee guida alle sue ambasciate, secondo i media internazionali. Per esempio sul grado di parentela che viene ritenuto «stretto» abbastanza per giustificare l'ingresso negli Usa, le nuove linee guida prevedono, scrive Bbc, che la relazione tra figli e genitori, tra coniugi, tra suoceri e genero/nuora o tra fratelli sia valida.  La relazione tra nonni e nipoti, tra zii e nipoti, tra cugini, cognati o fidanzati, invece non è valida per consentire il superamento del muslim ban.

Permesso di studio e lavoro?
Inoltre non è definito cosa accade a coloro che hanno fatto richiesta per un permesso studio o di lavoro e non hanno ancora ricevuto una risposta. E non è chiaro se il divieto si applichi anche ai turisti o a coloro che sono in viaggio per un breve periodo per visitare i familiari o per coloro che si recano negli Usa per cure mediche.