19 settembre 2019
Aggiornato 01:30
L'attacco a Trump

Russiagate, ex direttore Fbi Comey accusa Trump: ha mentito su di me. E Russia ha interferito su voto

Durante la sua testimonianza davanti alla commissione Intelligence del Senato l’ex direttore dell’Fbi, James Comey, ha dichiarato che 'non ci sono dubbi' che la Russia abbia interferito nelle elezioni presidenziali statunitensi dello scorso anno

WASHINGTON - Nessun dubbio, almeno ufficialmente. Durante la sua testimonianza davanti alla commissione Intelligence del Senato l’ex direttore dell’Fbi, James Comey, ha dichiarato che «non ci sono dubbi» che la Russia abbia interferito nelle elezioni presidenziali statunitensi dello scorso anno, spiegando comunque di avere fiducia nel fatto che «nessun voto sia stato alterato» come conseguenza delle ingerenze di Mosca. Comey ha poi aggiunto che l’Fbi ha scoperto le intrusioni informatiche russe verso la fine dell’estate del 2015. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, «sembrava voler ottenere qualcosa» da James Comey, durante il loro incontro del 27 gennaio. Comey ha detto di essere rimasto «sorpreso» e «innervosito» dalla domanda del presidente Usa se volesse rimanere a capo dell’Fbi, perché aveva già detto chiaramente di voler rimanere al suo posto. Comey ha detto di essere andato via da quella cena con la sensazione che Trump «volesse ottenere qualcosa in cambio della mia richiesta di restare in carica».

"Ero onestamente preoccupato"
L’ex direttore dell’Fbi ha scritto nella sua testimonianza, resa pubblica ieri, che aveva cominciato a prendere nota delle sue conversazioni con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prendendo un’abitudine che non aveva mai avuto. Oggi, davanti alla commissione Intelligence del Senato, ha spiegato di averlo fatto perché «ero onestamente preoccupato che [Trump] potesse mentire sulla natura dei nostri incontri e ho pensato fosse importante documentarli».

"Mi hanno diffamato"
«L’amministrazione ha scelto di diffamare me e, ancor più importante, l’Fbi», affermando che il Bureau era «nel caos». Queste le parole dell’ex direttore dell’Fbi, che ha detto di aver accettato il licenziamento, ma di essere stato disturbato dalle spiegazioni fornite da Trump.