15 settembre 2019
Aggiornato 09:30
Arrestata ragazza per fughe di notizie

«Hacker russi nel software Usa2016»: l'accusa di documenti segreti della Nsa

L'ossessione sugli hacker russi non accenna a placarsi, ed è stata riportata in auge da documenti top secret della Nsa secondo cui hacker russi avrebbero preso di mira il software di gestione delle elezioni Usa

NEW YORK - Alcuni hacker collegati all'intelligence russa avrebbero preso di mira una società in possesso di informazioni sul software che gestisce le elezioni americane. Lo scrive The Intercept, citando documenti della National Security Agency (Nsa), che evidenziano come il tentativo sia avvenuto a pochi giorni dalle elezioni e sia poi servito per fare attacchi contro funzionari locali del governo americano. I documenti dell'Nsa offrono allo stesso tempo una chiara indicazione sul fatto che hacker russi abbiano cercato di influenzare il voto americano. «L'intelligence russa ha ottenuto e mantenuto l'accesso a elementi di più Stati o di consigli elettorali locali», ha concluso l'Nsa nello scritto top secret, facendo riferimento a informazioni «divenute disponibili nell'aprile del 2017». Tuttavia l'intelligence Usa non è in grado di dire se ci sia stato un effetto reale sulle elezioni.

Cybersecurity
Secondo alcuni esperti di cybersicurezza citati dal sito di Glenn Greenwald è molto probabile che se gli hacker sono stati in grado di entrare nei sistemi delle aziende che forniscono i software al governo, sono stati anche capaci di entrare nel programma nel corso delle elezioni. Il presidente russo Vladimir Putin nega il coinvolgimento del Cremlino nell'attacco hacker, ma in una recente intervista su Nbc ha detto che un attacco pirata alle elezioni americane è molto facile da portare a termine. Intanto l'Fbi e il Congresso proseguono le loro indagini sui rapporti tra l'intelligence russa e alcuni membri della campagna elettorale del presidente americano Donald Trump.

Arrestata una ragazza per la fuga di notizie
Dopo la pubblicazione dei documenti dal parte di The Intercept, una ragazza che lavorava per una società a cui il dipartimento della Giustizia Usa aveva appaltato alcuni lavori è stata arrestata con l'accusa di aver diffuso informazioni riservate. Reality Leigh Winner, 25 anni, avrebbe rimosso materiale top secret da una struttura federale nello stato Usa della Georgia. Winner, arrestata il 3 giugno, lavorava per Pluribus International Corporation presso una sede della Nsa in Georgia da febbraio, riferisce NBC. Dovrà rispondere dell'accusa di aver «raccolto, trasmesso o perso informazioni della difesa» secondo la rete tv.

Kushner nel mirino
Gli investigatori che stanno indagando sui possibili legami tra la Russia e l'entourage di Donald Trump stanno rivolgendo le loro attenzioni all'incontro tra Jared Kushner, genero e consigliere del presidente degli Stati Uniti, e il capo della Vnesheconombank (Veb), una banca di proprietà dello Stato russo con forti legami con l'intelligence, durante la transizione tra l'amministrazione Obama e l'attuale. «Non è una banca» ha commentato Karen Vartapetov, analista di Standard & Poor's, al New York Times. «Dovremmo piuttosto trattare questa banca come un'agenzia governativa. È usata dal governo come strumento per investire in progetti importanti politicamente e socialmente, ma non sempre finanziariamente sostenibili». Tre anni fa, in risposta all'intervento militare russo in Ucraina, l'amministrazione Obama impose delle sanzioni alla Veb. Con la vittoria di Trump, i russi hanno cominciato a sperare in una rimozione delle sanzioni, dando inizio a un «roadshow» negli Stati Uniti per promuovere la banca a Wall Street. Sergey Gorkov, a capo della Veb, ha incontrato a dicembre, a New York, molti banchieri statunitensi e Kushner. Secondo il New York Times, il genero di Trump potrebbe aver discusso con Gorkov della possibilità di aprire un canale di comunicazione segreto con il Cremlino.

Comunicati contrastanti
La Casa Bianca e la Veb hanno diffuso comunicati contrastanti sull'incontro. Per Washington, sarebbe stato voluto dall'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak, e Kushner avrebbe «agito nelle sue capacità come funzionario della transizione». La Veb, invece, ha detto che Gorkov ha incontrato Kushner, a capo della società immobiliare della sua famiglia, per discutere di affari.

Putin non sapeva?
Vladimir Putin non sapeva dell'idea di Jared Kushner di stabilire un canale di comunicazione riservato tra l'amministrazione Trump e la Russia e, ha detto in una intervista ad Nbc, se c'è stata una proposta in tal senso da parte del genero del presidente americano, «questa proposta non è arrivata a me»«Non so niente di questa proposta», ha affermato il presidente russo nel colloquio esclusivo con la giornalista Megyn Kelly, precisando che questo significa, per quanto lo riguarda che «non c'era nulla da discutere», poichè se ci fosse stata da parte americana una proposta interessante per i russi, il ministero degli Esteri lo avrebbe ovviamente informato.

Incontri di routine
Come già detto dal palco del Forum Economico di San Pietroburgo venerdì scorso, il capo del Cremlino ha sostenuto che tra l'ambasciatore russo a Washington Sergey Kislyak e l'amministrazione Usa ci sono stati contatti di routine, di cui lui non veniva informato. «Parliamo chiaro. Pensate che da tutto il mondo e dagli Usa, l'ambasciatore riferisca a me ogni giorno, mi dica con chi va a pranzo o chi incontra?» Quanto ai sospetti di una relazione «speciale» con Donald Trump, che possa rendere l'inquilino della Casa Bianca ricattabile, Putin ha di nuovo negato con forza. «Beh, questo non ha proprio senso. Da dove prenderemmo queste informazioni? Avevamo forse uno speciale rapporto con lui? Non avevamo alcun tipo di rapporto. Ma siete davvero impazziti tutti?», ha dichiarato.

Putin: Flynn? Lo conosco poco
Nell'intervista, Putin ha dichiarato anche di conoscere a malapena l'ex consigliere del presidente Donald Trump, Michael Flynn, costretto a dimettersi per aver taciuto sui suoi incontri con i russi. Ed è tornato sulla questione degli hacker entrati in azione durante la campagna elettorale per le presidenziali Usa dello scorso novembre, che secondo gli inquirenti americani potrebbero avere collegamenti con il governo russo. «Gli hacker possono essere ovunque, ha detto, ipotizzando un depistaggio per far ricadere la colpa sulla Russia».