20 novembre 2019
Aggiornato 03:00
Macron cerca una maggioranza

Francia verso le politiche, grande è la confusione sotto al sole

Scombussolato, l'intero scacchiere politico francese sembra in preda a un confuso iperattivismo dopo il risultato delle presidenziali e, soprattutto, nella prospettiva delle legislative dell'11 e 18 giugno, il cui esito sarà decisivo per misurare i poteri dell'ottavo presidente della Quinta Repubblica francese.

Ad oggi il grande interrogativo riguarda chi sarà il futuro Premier del presidente eletto Emmanuel Macron
Ad oggi il grande interrogativo riguarda chi sarà il futuro Premier del presidente eletto Emmanuel Macron ANSA

PARIGI - Grande è la confusione sotto al sole, diceva il presidente Mao (e aggiungeva: «la situazione dunque è eccellente» ma non è detto che avesse ragione). Sia come sia, la confusione in Francia è massima: Marione Maréchal-Le Pen lascia la scena politica, Jean-Luc Mélenchon rompe definitivamente con i comunisti, En Marche! tiene col fiato sospeso Manuel Valls, Benoit Hamon annuncia la formazione di un nuovo movimento trasversale... Scombussolato, l'intero scacchiere politico francese sembra in preda a un confuso iperattivismo dopo il risultato delle presidenziali e, soprattutto, nella prospettiva delle legislative dell'11 e 18 giugno, il cui esito sarà decisivo per misurare i poteri dell'ottavo presidente della Quinta Repubblica francese.

Ad oggi il grande interrogativo riguarda chi sarà il futuro premier del presidente eletto Emmanuel Macron. Quest'ultimo ha detto di aver già deciso il nome e di volerlo svelare solo all'indomani del suo insediamento, domenica prossima, quando riceverà il testimone da Francois Hollande. Subito dopo verrà resa nota anche la futura composizione del governo Macron, un passaggio fondamentale che sarà estremamente indicativo per gli elettori che poi si troveranno a decidere se accordare o meno a En marche! il beneficio della maggioranza assoluta.

Jean-Luc Melenchon
Jean-Luc Melenchon (ANSA)

All'estrema sinistra, Mélenchon, il candidato della France insoumise sconfitto alle presidenziali, che sarà probabilmente candidato a Marsiglia, litiga con il segretario nazionale del Partito comunista, Pierre Laurent e gli rinfaccia, ricambiato con la stessa moneta, la responsabilità del fallimento di un'unione dei due gruppi per le politiche, dove l'apparentamento è questione di vita o di morte in un sistema a doppio turno.

Più al centro, la sorte di Manuel Valls continua ad alimentare la cronaca. Lui vorrebbe candidarsi per la maggioranza presidenziale nella sua circoscrizione di Evry, ma il movimento di Macron lo tiene in sospeso e dice che al momento l'ex premier socialista «non soddisfa i criteri» di En marche!.

A mettere la parola fine alla suspence sarà la pubblicazione, prevista per domani, della lista dei candidati di En Marche! alle legislative.

All'interno del Ps si cerca di scongiurare l'implosione, con l'ex candidato alle presidenziali, Benoit Hamon, che mentre conferma di presentarsi alle legislative per i socialisti, annuncia contemporaneamente per luglio un nuovo movimento "ampio e trasversale" senza però lasciare il suo partito. Invece Bruno Le Roux, ex-ministro degli interni ha detto di non candidarsi più nella cicoscrizione di Seine-Saint-Denis, dove era deputato da 20 anni.

Anche a destra, Les Républicains, il partito neogollista dell'altro grande sconfitto della corsa all'Eliseo, Francois Fillon, si sforza di non rompere le righe di fronte alla tentazione Macron. François Baroin, che guiderà la campagna per le politiche, ha ripetuto che chiunque nel LR si unirà al campo Macron, sarà automaticamente fuori dal partito.

Marine Le Pen
Marine Le Pen (ANSA)

All'estrema destra, il Front national, che incassa il colpo della sconfitta di Marine Le Pen al ballottaggio, cerca di digerire adesso anche la decisione della nipote, Marion Maréchal-Le Pen, di ritirarsi, alemno temporaneamente dalla vita pubblica. La più giovane deputata dell'Assemblea nazionale non nasconde nella sua lettera di dimissioni, di aver preso la decisione per ragioni personali, ma anche per politiche, vale a dire divergenze con la zia.