29 giugno 2017
Aggiornato 11:00
Erdogan: da osservatori esterni conclusioni faziose e inacettabili

Referendum costituzionale in Turchia: dubbi sul voto anche dalla comunità internazionale

I principali partiti d'opposizione, il Chp e il filo-curdo Hdp, hanno annunciato che faranno ricorso contro il risultato mentre per l'Ocse l'elezione è stata condotta «in condizioni di disparità» e le modifiche procedurali decise all'ultimo minuto hanno «rimosso importanti salvaguardie»

ANKARA - Migliaia di sostenitori del fronte del «No» al referendum costituzionale che si è tenuto in Turchia sono scesi in piazza a Istanbul contro il risultato del voto che amplia i poteri del presidente Recep Tayyip Erdogan e contro presunti brogli. Almeno 1.000 persone si sono riunite a Besiktas sulla sponda europea della città, mentre altri 2.000 dimostranti hanno percorso le vie di Kadikoy, sulla sponda asiatica.

Le manifestazioni delle opposizioni
I principali partiti d'opposizione, il Chp e il filo-curdo Hdp, hanno annunciato che faranno ricorso contro il risultato per le schede non timbrate e brogli nello spoglio. La polizia ha tenuto un profilo basso fino a questo momento contro le proteste pacifiche che si sono svolte in queste ore. Anche in altre città sono scesi in piazza manifestanti e i media turchi riportano di 13 arrestati ad Antalya.Il fronte del «Sì» ha vinto con il 51,41% ma gli osservatori internazionali hanno bocciato il voto che non ha superato gli standard europei, provocando le ire di Ankara.
 

Chp: «Annullare l'elezione»
Il vicesegretario del Chp, il principale partito d'opposizione turco, ha chiesto all'annullamento del voto referendario, nel quale i turchi di stretta misura hanno approvato modifiche costituzionali che concedono al presidente Recep Tayyip Erdogan enormi poteri. «C'è solo una decisione per riportare la situazione in un ambito di legalità: il Consiglio elettorale supremo (YSK) dovrebbe annullare l'elezione» ha dichiarato Bulent Tezcan dopo che il partito ha detto che ci sono stati diffusi brogli durante il voto.

Erdogan festeggia ad Ankara
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è concesso ai suoi elettori in una parata trionfale ad Ankara dopo la vittoria al referendum che amplia i suoi poteri, un voto determinato da una campagna che gli osservatori internazionali hanno definito non bilanciata e non conforme agli standard internazionali. Accolto dalla folla al rientro ad Ankara da Istanbul, Erdogan ha parlato appena atterrato all'aeroporto di Esenboga e ha promesso che «le cose andranno meglio» dopo l'entrata in vigore della riforma costituzionale. Dopo aver arringato la folla di sostenitori il capo di stato turco si è diretto con il corteo di auto verso il Palazzo presidenziale accompagnato sui lati della strada da una folla di elettori festanti.

Erdogan contro l'Ocse
Erdogan ha detto agli osservatori internazionali che hanno criticato le operazioni di voto per il referendum costituzionale che si è svolto ieri in Turchia di «stare al proprio posto». Secondo gli osservatori Osce il voto, in cui il fronte del sì che amplia i poteri del capo di stato ha vinto con poco vantaggio, non ha soddisfatto gli standard internazionali. «Prima di tutto state al vostro posto. Non vedremo, né ascolteremo, né vorremo conoscere questi report politicamente motivati che redigerete», ha dichiarato Erdogan.

Turchia: da ocse conclusioni "faziose" e "inaccettabili"
La Turchia ha denunciato le conclusioni «faziose» e «inaccettabili» degli osservatori internazionali dell'Osce sul voto di domenica sulla riforma costituzionale che ha visto il fronte del sì vincere con un leggero vantaggio. «I risultati iniziali in questione sono il riflesso di un approccio fazioso e prevenuto», ha spiegato il ministero degli Esteri in una nota a proposito del report degli Osservatori internazionali che ha parlato di una campagna non bilanciata e di modifiche nel sistema di voto. Il ministero ha aggiunto che è «inaccettabile» dice che il voto è sotto gli standard internazionali.

I dubbi dell'Ocse
Il referendum è stato condotto «in condizioni di disparità» e le modifiche procedurali decise all'ultimo minuto hanno «rimosso importanti salvaguardie» hanno scritto nero su bianco gli inviati dell'Osce. In una nota la missione dell'Organizzazioen per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha affermato che «le due parti nella campagna non hanno avuto uguali opportunità». Se gli aspetti tecnici del voto sono stati «ben amministrati» gli elettorni non hanno avuto «informazioni inmparziali sugli aspetti chiave della riforma».

Lo stato di emergenza
Gli osservatori non hanno rilevato gravi problemi durante il voto ha detto Cezar Florin Preda, che guida la delegazione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Ma «in generale il referendum non è stato all'altezza degli standard del Consiglio d'Europa». Le libertà politiche durante la campagna sono state «ridotte sulla base dello stato d'emergenza» ha detto Tana de Zulueta, a capo della missione ODIHR. «Uno stato d'emergenza non dovrebbe mai essere usato per minare lo stato di diritto» ha aggiunto Preda. Se la giornata elettorale ha registrato un andamento regolare e ordinato, a fine giornata il Consiglio elettorale supremo ha emesso istruzioni che hanno modificato in modo significativo i requisiti di validità delle schede elettorali, «rimuovendo un'importante salvaguardia e contraddicendo la legge» si legge nella nota.